giovedì 27 novembre 2014

Niente di nuovo, vero?

Già sappiamo, come ho scritto in un post precedente che gli uomini hanno la cattiva abitudine di rispondere sempre “dopo” a qualsiasi nostra richiesta, ma non è l’unica cosa che ci urta il nervo, ce n’è un’altra di cui voglio parlare oggi: la loro lentezza abbinata alla goffaggine..

Non sto parlando della loro innata incapacità di fare due cose in contemporanea (tre? Nemmeno a pensarci!!), sto parlando proprio di quella incapacità di esecuzione delle cose più semplici che noi donne facciamo benissimo e  in qualche minuto.
Molti  uomini , visti  sul lavoro,  sono dei Superman, dei fulmini di guerra, prendono decisioni anche importanti in pochi minuti, si caricano di responsabilità pesanti,  ma poi  praticamente tutti, o quasi (voglio essere buona)  appena mettono piede in casa…diventano dei gemelli  di Pippo : imbranati fino all’assurdo.

Passo agli esempi pratici.

Si esce insieme, insieme si sale in auto e lui si accorge di aver scordato il cellulare nell’appartamento. I casi sono due: lei si sgancia la cintura, apre la portiera, scende, fa le scale, entra in casa, afferra il cellulare, chiude la porta a chiave, scende, risale in auto. Tempo 3 minuti al massimo. Lui passa 3 minuti buoni a “smadonnare” perché ha dimenticato il telefonino, poi si sgancia la cintura, ma non ci riesce al primo colpo (ha un po’ di pancia e il movimento non è così fluido) quindi ritenta altre due volte, scende dall’abitacolo con un po’ di fatica (l’elasticità non è il suo forte perché non fa mai ginnastica) , aspetta che arrivi l’ascensore (le scale a piedi lo ucciderebbero) , fa fatica a infilare la chiave nella serratura perché ha dimenticato in auto gli occhiali e non vede un tubo, entra, cerca disperatamente di ricordarsi dove ha messo il cellulare, non gli viene in mente, allora si affaccia alla finestra e urla alla moglie di provare a chiamarlo, finalmente sente lo squillo e trova il telefonino sotto una poltrona, si china per prenderlo e poi non riesce a rialzarsi, per cui si aggrappa al tavolino (che ovviamente si rovescia), riesce a mettersi in posizione eretta e finalmente esce di casa (dimenticandosi di chiudere a chiave), riprende l’ascensore, entra in auto (sempre con la stessa fatica con cui è uscito) , mette in moto e…finalmente!!! Parte. Tempo: 25 minuti.

Al supermercato (ammesso che si riesca a trascinarcelo), lei entra, prende il carrello, segue la lista che si è scritta, compra solo quello che le serve nella quantità che le serve, va alla cassa, paga con bancomat  carica la borsa che si è portata da casa ed esce.  Tempo (considerando una spesa per una settimana) mezz’ora. Lui entra, prende il carrello o meglio cerca di prenderlo perché non ha la monetina adatta, quindi deve andare alla macchinetta per cambiare, non ci riesce perché è , come sempre, rotta, quindi va a una cassa dove aspetta almeno 10 minuti che la commessa gli dia retta (è occupata a far scorrere la fila dei clienti) e gli cambi il biglietto da cinque con una moneta da 2 euro e finalmente entra in possesso dell’agognato carrello. A questo punto inizia a girare per il supermercato fermandosi a ogni scaffale, guardando, paragonando, leggendo i cartellini anche dei prodotti per la prima infanzia  di cui non ha assolutamente neppur lontanamente bisogno perché i figli son grandi e lui non ha nipotini, poi riempie il carrello di tutto quello che gli sembra anche solo vagamente commestibile, ignorando totalmente la lista della spesa che gli è stata data dalla moglie, va alla cassa dove oltre a pagare uno sproposito perché ha comprato mezzo Super, non ha neppure i contanti sufficienti e quindi deve cercare la carta di credito che ovviamente non trova  – mentre la gente in fila e la commessa danno chiari segni di esasperazione – ce la fa, paga, ma poi non ha la sporta per stivare  tutto quello che ha comprato e quindi si fa dare una ventina di sacchetti , li riempie  a caso  rompendoli quasi tutti (le donne sanno  che i sacchetti dei super sono praticamente  di carta velina, ma gli uomini no) , butta tutto alla rinfusa nel carrello e poi trasferisce in auto la sua mercanzia spesso senza accorgersi che facendo questo ha rotto un paio di uova (nel bagagliaio) , ridotto in briciole finissime il sacchetto delle patatine fritte, sparso per ogni dove la frutta che rotola allegramente nell’abitacolo in attesa di marcire perché naturalmente lui non si accorgerà che ha una pera sotto il sedile di guida. Totale tempo: 2,5 ore (ad essere ottimiste).

La mattina. Suona la sveglia. Lei apre gli occhi , la spegne, si alza, fa due movimenti di stretching, chiama il marito, fila in bagno, chiama il marito,  si fa la doccia, chiama il marito,  si veste con gli abiti che ha preparato la sera prima, chiama il marito, fa colazione, chiama il marito,  si lava i denti, chiama il marito, prepara la colazione anche per lui , chiama il marito,  porta fuori il cane, chiama il marito ,rientra e senza più chiamarlo  scaraventa giù dal letto il marito e se ne  esce per andare al lavoro. (ho tralasciato di proposito la parte figli per non tirarla troppo in lungo). Lui non apre gli occhi e non spegne la sveglia, anzi si gira dall’altra parte e continua a ronfare felice. Ogni  volta che sente chiamare il suo nome apre un occhio, guarda l’ora e risponde “ancora 5 minuti” e si riaddormenta. Quando viene buttato giù dal letto a forza, si tira in piedi, si risiede sul letto dove medita per 5 minuti sulla durezza della vita, poi si rialza e  caracolla verso il bagno. Lì si siede sulla tazza e medita per altri 5 minuti buoni sulla durezza della giornata che lo aspetta, poi si decide a farsi la  doccia e la barba, va a fare colazione mollando poi  tazze , piattini e cibi vari sul tavolo della cucina, apre l’armadio e tira fuori alla rinfusa tutto quello che gli sembra mettibile, si cambia almeno un paio di volte perché si accorge che i pantaloni grigi spigati non vanno bene con la giacca a quadretti,  solitamente sbaglia comunque  tragicamente cravatta,  e lascia l’armadio nel caos più completo, si cambia tre paia di scarpe perché secondo lui non sono abbastanza lucide (ma perché gli uomini hanno la fissa delle scarpe lucide tipo militare??? Mah!) , cerca i suoi compagni elettronici  di lavoro (smartphone, Ipad, Tablet)  , si imbambola davanti al tg  ascoltando anche le previsioni del tempo e finalmente, folgorato come San Paolo sulla via di Damasco, si ricorda di guardare l’ora e scopre che deve uscire al volo perché ha già accumulato un ritardo di mezz’ora sulla tabella di marcia. Arriva in ufficio e si trasforma in superman: efficiente, veloce, deciso.


E noi donne non possiamo certo pensare di riuscire a cambiarli, quindi rassegniamoci a sentirci migliori…


Lo sport resta l’unica occupazione dove le donne accettano il principio secondo cui sono inferiori all’uomo e incapaci di competere con lui. Jean Giraudoux. Lo sport. 1924


1 commento:

  1. Esagerazioni.....noi uomini riusciamo perfettamente a concentrarci su due cose contemporaneamente..........vedi due belle tettine.......A parte gli scherzi, siamo cambiati. Molti padri singol sanno cosa vuole dire lavorare e condurre decorosamente la casa. molti mariti, vedi me, aiutano in casa e fuori, non dico con piacere ma si fa in due per correttezza. La saggia gestione di doveri e diritti può solo aiutare a vivere serenamente. Roberto Castiglioni.

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