giovedì 6 novembre 2014

Per una volta mettiamoci nei panni dell' "altra"...

Le donne che si innamorano di un uomo sposato diventano immediatamente , “l’altra”, cioè quella che,  secondo la moglie e le sue amiche   è una rubamariti, una sfasciafamiglia, una poco di buono, una sciacquetta e, secondo il marito fedifrago e i suoi amici, quella che fa impazzire, cui non si può resistere, il vero amore, prezioso come l’aria, bellissima e seducente, capace di farlo evadere da una noiosa quotidianità.

Nessuna di voi ha mai provato a vestire i panni dell’”altra”?  Io ho fatto una piccola indagine tra le donne che sapevo aver ricoperto questo ruolo e mi sono sentita dire  che :


  • la loro posizione non è per niente facile perché se all’inizio lui offre tutto il suo  essere, fa passare giornate indimenticabili, alza a livelli inimmaginabili la loro autostima (i complimenti, , l’essere cercate continuamente, il farle sentire uniche e soprattutto seducenti sono un grosso stimolo per l’ego di ogni donna), lo stimolo erotico, che è quello che ha fatto scattare la scintilla dell’amore extraconiugale, dopo un po’ si attenuta – com’è logico che sia – mentre si alza quello sentimentale e qui inizia il casino, perché un conto è fare sesso e basta e un altro è innamorarsi…E il passo è più breve di quanto si possa immaginare.

  • Sono obbligate ad accettare di dividere il loro amato con la legittima moglie (non importa se lui dice “fra noi sono anni che non c’è più nulla di fisico” sempre moglie resta) , di non poterlo raggiungere quando sentono la sua mancanza per dirgli che lo amano o per sentirselo dire, di non poter telefonare/mandare sms/ mandare mail perché è altamente sconsigliato (oltre che proibito dal buonsenso) e tutto  questo è abbastanza pesante.

  • Devono rassegnarsi a passare serate e week end da sole perché lui è impegnato, ad andare in vacanza da sole o, peggio che mai, a passare le feste (Natale e Capodanno soprattutto) senza di lui perché lui sta con la sua famiglia.  Hai idea, mi è stato detto, di quanto può essere triste il Natale in solitudine, sapedo che lui è vicino ma allo stesso tempo lontanissimo?”

  • Per vivere serene devono imparare a non fare paragoni con la moglie – cosa che viene spontanea in qualsiasi donna perché lei sembrerà sempre più bella, più intelligente, più colta, solo per il fatto che lui l’ha sposata  – e a non aspettarsi che lui le dica “è finita, vengo via con te” (sono pochissimi gli uomini che lo fanno)

  • Devono affrontare la realtà, e cioè che quando avranno bisogno di qualcosa di più coinvolgente di una semplice “seduta di letto” , difficilmente potranno averlo. Niente cinema, ristorante, passeggiate insieme alla luce del sole. Niente progetti per il futuro, solo le briciole di una quotidianità che non appartiene a loro.

  • Hanno la consapevolezza (se sono intelligenti) che non potranno mai  avere un figlio da lui

  • Devono  essere sempre disponibili ad incontrarlo perché non è possibile fare programmi e rispettarli e quindi… rassegnarsi al  meglio poco che niente”, ma non sempre è così facile 

  • Non possono avere amici in comune, fargli un regalo che possa essere personale (solo cravatte, penne, libri) , essere al centro della sua vita, condividere anche i momenti difficili (questi sono territorio esclusivo della moglie) per aiutarlo, curarlo se non si sente bene (altro terreno esclusivo della consorte), conoscere i suoi figli.

  • Rivestono e rivestiranno  sempre un ruolo di secondo piano nella sua vita e se per caso dovessero incontrarlo per strada o a una cena dovranno sempre stare molto attente a tutto ciò che diranno e faranno, per non far venire alla luce la loro relazione: quindi discrezione assoluta. ( e a lungo andare pesa…)

  • Devono mettere in conto che lui, se messo di fronte a una scelta, sceglierà sempre la moglie

  • Non possono fare a meno di sopportare il rischio che la moglie scopra la relazione e ponga un aut aut dal quale loro usciranno quasi certamente perdenti.

  • Si costringono a vivere il rapporto con l’assoluta (o quasi) consapevolezza che non ci sarà futuro e quindi imparare a vivere la quotidianità….senza farsi fantasie, programmi, illusioni.


Alla luce di queste affermazioni, secondo me chi ci rimette di più , tra la moglie e l’amante, è la seconda, quindi forse non sempre va giudicata come una mantide religiosa che ci ruba il marito, ma come una povera crista che ha avuto la sfortuna di innamorarsi di un uomo sposato. 

E poi diciamocelo francamente e fuori dai denti: se un uomo si fa un’amante è perché la moglie non è più in grado (o non vuole più) dargli quello che lui vuole (e non solo sessualmente) quindi lui va a cercarselo altrove. Se un uomo è felice e soddisfatto in casa sua, non c’è donna che possa portarselo via.




               Adulterio: incollare altrove ciò che si è rotto in casa. 
                             (Julien De Valckenaere)

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