lunedì 3 novembre 2014

Perchè si dice che porta male........

Siete superstiziose? Va bene, ci può stare, in fondo tutte  siamo un po’ scaramantiche, perché , come diceva il grande Totò “non è vero ma ci credo”…

Ma vi siete mai chieste qual è l’origine delle credenze popolari sulle superstizioni più conosciute? Saperlo potrebbe anche tranquillizzarvi sulla loro veridicità....


Io l’ho fatto  e queste sono le spiegazioni:

La rottura di  uno specchio, si dice che assicuri  7 anni di guai, perché nel mito, nelle favole e tra i contadini di un tempo, lo specchio era il “deposito” dell’anima perché la gente non capiva come potesse, un pezzo di vetro, riflettere l’immagine di una persona. Da qui l’idea che lo specchio rubasse l’anima e quindi  se si rompeva anche l’anima “rubata” andava in mille pezzi senza possibilità di recupero. Sul perché per  7 anni invece non è dato sapere….

Se un gatto nero vi attraversa la strada porta  jella . Questo nasce dal fatto che Nel Medioevo  un tempo sulle navi i pirati portavano dei gatti neri (perché erano più numerosi di quelli di altri colori, quindi più facili da trovare) per dare la caccia ai topi. Quando la nave arrivava in qualche porto, i gatti scendevano dalla nave prima dei pirati e quindi la gente capiva che di lì a poco ci sarebbe stata un’invasione con tutto quel che ne conseguiva.

Il venerdì 17 porta male. Questa credenza è dovuta al fatto che nel Medioevo il 17 era il simbolo dei morti impiccati, mentre nell’antica Roma , se si anagrammava il numero 17 scritto in lettere romane, si otteneva la parola VIXI che in latino significa vissi , cioè oggi non ci sono più. Per quanto riguarda il venerdì, invece è legato alla morte di Gesù avvenne in quel giorno.

Aprire un ombrello dentro casa: un tempo il prete che si recava in una casa per dare l’estrema unzione era accompagnato da un chierichetto che teneva  una specie di ombrello aperto. Da qui il collegamento morte/ombrello aperto.

Posare un cappello su un letto.  Sempre per lo stesso motivo dell’ombrello aperto. Il prete che entrava per l’estrema unzione si toglieva il cappello e lo posava sul letto del moribondo.

Buttare via i fagioli: un tempo , nell’antica Roma, le donne portavano monili fatti a forma di fagiolo perché questo legume era considerato  capace di conservare l’energia della persona che lo portava con se , soprattutto perché se secco e  messo in acqua  riacquistava immediatamente la sua forma originale e la sua naturalezza

Regalare oggetti appuntiti  fa rompere l’amicizia. Qui la fonte è facile: ogni oggetto che punge o taglia fa male e quindi può ferire..

Far cadere o rompere una bottiglia di olio è foriero di sventure.  Secoli fa l’olio era merce di scambio e quindi considerato alla pari del denaro. Per questo, versarlo e quindi perderlo ,  creava un danno economico.

Far cadere il sale non porta bene. Nasce dal fatto che un tempo anche  il sale era ritenuto moneta di scambio, quindi se cadeva, andava perso e con esso anche la compravendita. C’è anche un’altra leggenda: una volta il suo significato era legato all’amicizia e ogni invitato a tavola aveva una propria  saliera davanti a sè. Un giorno un commensale rovesciò sulla tovaglia tutta la sua saliera e il padrone di casa, offesissimo, lo fece uccidere.

Passare sotto ad una scala porta sfortuna perché la scala, formando un triangolo col muro cui è appoggiata diventa simbolo della Trinità , di conseguenza passarci sotto è una pesante mancanza di rispetto a Dio.

Accendere tre sigarette con un solo fiammifero, si dice porti alla morte il più giovane. Questa convinzione è nata quando , durante la guerra, di notte in trincea i soldati si accendevano la sigaretta con un solo fiammifero perché non potevano sprecarli, ma in questo modo la fiammella durava tanto e il nemico vedeva il bagliore del fuoco e poteva sparare al militare che, essendo il più giovane dava la precedenza ai commilitoni più vecchi e , accendeva per ultimo.

Incontrare un carro funebre vuoto. La ragione sta nel fatto che durante la peste i carri giravano vuoti per le strade per raccogliere i morti, quindi  incrociarne uno sul proprio cammino  significava che nei pressi c’era qualche persona  morta di peste..

Essere in tredici a tavola. Nell’ultima Cena il tredicesimo commensale era Gesù che morì crocifisso

Fare il letto in tre: porta sfortuna perché per fare il letto bastano due persone, se sono tre significa che la terza è ammalata.



                 Non bisogna essere superstiziosi. Oltre tutto porta male
                     Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005



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