mercoledì 26 novembre 2014

Tacchi, trucchi e minigonne

Diciamocelo chiaramente una volta per tutte: passati gli anta (soprattutto dopo i 50), non possiamo più vestirci come delle ragazze.


Prima di tutto perché spesso il fisico non lo consente più, ma soprattutto perché il buon gusto non lo permette più.
Molte, troppe donne non si rendono conto - o non si arrendono al fatto -  che il tempo passa, gli anni sono trascorsi e l’età non è più giovanissima, e anche se sono ancora molto belle il  modo di vestire, di truccarsi e di “accessoriarsi” deve cambiare!

Partiamo dal basso, e cioè, come dico nel titolo, dalle scarpe. Zeppe altissime, tacco 12 e oltre,   colori fluo, paillettes, sandali alla schiava, scarpe con cinturini alti due dita che fasciano la  caviglia se non avete gambe da urlo e caviglie da puledra non si possono più mettere. Perché? Perché fanno tanto “mi sento esattamente come quando avevo 20 anni”. Nessun dubbio sulla sensazione, ma la realtà (purtroppo) è diversa.  Non sto dicendo di assoggettarsi al sandalo tipo francescano, e nemmeno di mettersi scarpe da istitutrice inglese, dico solo che anche le scarpe vanno scelte con  senso della misura, senza per questo dover rinunciare a seguire la moda. Per tutto c’è il giusto equilibrio. Il rischio con certi modelli, è di passare per delle cougar invece che per donne di classe.

Passiamo al trucco, perché qui sono davvero gioie e dolori. Vedersi allo specchio con un viso ben truccato è bello per noi ed è bello da far vedere agli altri. Un viso truccato in modo pesante con un fondotinta tipo cerone, due strati di cipria compatta, un etto di blush , un rossetto color fuoco con matita a contrasto invece di tono su tono, un ombretto troppo evidente e magari pure le ciglia finte…beh direi che è meglio lasciarlo a chi fa teatro. Inoltre al 90% degli uomini piacciono le donne naturali e se è vero che dopo gli anta non tutte possono permettersi di andare in giro con la pelle acqua e sapone è altrettanto vero che oggi esistono prodotti fantastici che danno  l’effetto “nudo”, basta saperli applicare o farsi insegnare da un make up artist (spesso nei grandi magazzini o nelle catene che vendono prodotti beauty c’è sempre un visagista cui chiedere consigli). Come dicevo prima quel che conta è la misura. Nessuno vieta di infoltire le sopracciglia  se si sono assottigliate con gli anni, né di portare il rossetto, ma magari è meglio un lucidalabbra (che le mantiene anche morbide) che non lascia tracce su tovaglioli (questa è una cosa che urta il sistema nervoso di ogni padrona di casa quando dà una cena: vedere i tovaglioli con macchie di rossetto che faticano ad andare via anche con la candeggina) .
A questo proposito faccio una veloce digressione: sapete cosa faceva una mia amica ( con l’abitudine di portare un rossetto  piuttosto carico, ma educatissima) quando da giovane veniva invitata a qualche cena in casa privata? Una volta seduta, tirava fuori discretamente fuori dalla borsetta un kleenex e lo appoggiava sul tovagliolo. In questo modo nessuno si accorgeva  di nulla e lei non sporcava il prezioso pezzo di stoffa. Geniale, no? 
Anche gli occhi bistrati (come dicevano negli anni ’30, oggi si chiamano invece smokey eyes, ma è la stessa cosa) non vanno bene dopo gli anta, perché per un trucco del genere ci vuole un contorno occhi liscissimo, senza un ruga, nemmeno di espressione, quindi è meglio optare, se proprio si vuole mettere in risalto gli occhi in un normale , ma sempre efficace kajal.

Infine parliamo di gonne. Le mini lasciamole nell’armadio. Una donna over anta con una mini diventa immediatamente volgare, a meno che non dimostri 20 anni. La gonna corta diventa baluardo di esplicito invito, di provocazione, di ostentazione della propria femminilità e , passati gli anta non penso che una donna abbia ancora bisogno di ricorrere a questi espedienti per essere notata.
Idem come sopra per le gonne fascianti, che magari mettono in mostra una bella pancetta post gravidanza o da menopausa e dei fianchi non proprio filiformi. Anche in questo caso, scimmiottare le veline o le attrici non è certo una soluzione intelligente . (tra l’altro lo sapete che praticamente tutte le donne di spettacolo quando si vestono da red carpet mettono sotto la biancheria detta shaping , che altro non è che una mutanda/bustino, calzoncino, sottoveste (dipende dalla necessità) che comprime, strizza e tiene dentro qualsiasi rotolino di grasso?). Parlo di gonne, ma mi riferisco anche ai pantaloni. No a leggins o  skinny jeans, e vita bassa;  sì a pantaloni come li portava la grande Katharine Hepburn: morbidi, con le pinces, scivolati e a vita normale e sì anche  a jeans boot cut. Molto ma molto più chic. 
Saltando dalle gonne alle camicie, ai top, alle t shirt e ai pullover, anche qui bisogna fare molta attenzione: il twin set che andava bene all’epoca delle nostre mamme, oggi fa vecchia zia  se portato da una over anta; meglio un bel golf con il collo alto che nasconde le prime o le seconde rughe.; la maglietta scollatissima, anche se il decolletè è ancora perfetto, non va bene perché non lascia nulla all’immaginazione e invece la seduzione sta proprio nel far vedere e non vedere… una maglietta polo  è di gran lunga più elegante e intrigante. La camicia trasparente lasciamola a chi fa la modella, per gli stessi motivi della scollatura abissale. Ricordiamoci sempre che una camicia bianca è un passe- par -tout assolutamente perfetto in ogni occasione e per ogni abbinamento.

Un’ultima considerazione: ci sono donne che ostentano gioielli veri o falsi (ma questi ultimi comunque di alta bigiotteria), borse firmatissime e pettinature da far invidia a Barbie. Non va bene. Questo tipo di ostentazione a tutti i costi, per  attirare l’attenzione è sbagliatissima. Less is more (ridurre per valorizzare) deve diventare un dogma.


Non è per nulla facile far entrare una donna nel suo quarantesimo anno di vita. Ed è ancora più difficile farcela uscire.  (Andrè Roussin

1 commento:

  1. E' solo una questione di buon gusto. Chi lo possiede può osare anche se esagera. Chi no, fa una gran brutta figura e non se accorge neanche, ameno che una persona sincera ed intima gentilmente lo fa notare. Più facile un uomo che un'amica.......Roberto Castiglioni.

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