martedì 30 dicembre 2014

Anno nuovo vita nuova !

E’ un detto che ho sempre detestato, anche perché non è vero. Infatti se ci pensate bene nessuno fa propositi per l’anno nuovo, hanno tutti solo aspettative. Sapete quando si fanno davvero i progetti, invece? A settembre, al rientro dalle vacanze. In quel periodo sì che si decide cosa faremo di diverso, di nuovo, di insolito, non a Capodanno!

A Capodanno la maggior parte delle persone fa un bilancio di quanto ha sofferto/sopportato/tollerato, di quanto ha dovuto lottare per riuscire a far fronte a tutti gli imprevisti che  si sono presentati, alle tasse che ha pagato, ai rapporti sentimentali e amicali che magari sono finiti, al lavoro che forse si è perso o che ha dovuto essere ridimensionato e , se è ottimista pensa che con il nuovo anno la vita sarà davvero nuova, se è pessimista penserà che potrà andare solo peggio, se è realista si renderà conto che si cambia solo una data e un giorno del calendario, ma tutto rimane immutato, soprattutto perché  poco dipende da noi e molto dalla Società, dal Governo, dalla casualità.

Magari fosse vero che , una volta finito un anno horribilis, quello nuovo sarà matematicamente più bello/soddisfacente/positivo. Purtroppo non è così.
Dunque  visto che più passano gli anni e più le nostre convinzioni diventano inamovibili  e le aspettative sempre meno realizzabili, proviamo comunque  ad approcciare il nuovo anno  non con una nuova vita , ma con qualche piccola “rivoluzione” personale che ci servirà nel corso di tutto il nostro futuro  e non solo all’inizio di un nuovo anno.

Ad esempio, possiamo tentare di :

  • essere certe – quando vogliamo qualcosa – che sia davvero un desiderio forte (non scorderò mai il detto “attenta a quello che desideri, potrebbe avverarsi”) , serio, motivato
  • ascoltare gli altri con interesse, approfittare di quello che dicono per imparare qualcosa di diverso e di nuovo
  • fare tesoro di tutto quello che abbiamo imparato con il trascorrere degli anni e metterlo a frutto (mi riferisco soprattutto alle amicizie e alle relazioni sentimentali)
  • creare un rituale, che sia prima di coricarci o appena sveglie, non importa, l’importante è costruirci un nostro piccolo spazio temporale solo per noi.
  • capire di cosa davvero abbiamo bisogno  per sentirci serene e in armonia con gli altri. A questa affermazione di solito mi sento dire “se avessi tanti soldi sai come sarei felice?” e invece non è così. Conosco moltissima gente ricca che è infelice o ammalata. Certo può comprarsi medicine o auto e case e gioielli, ma la felicità di solito sta in altre  cose non nel denaro; ad esempio barattereste la vostra salute con l’essere ricche? E scambiereste la vostra intelligenza e capacità di ragionare con dei soldi? E fareste a meno del sorriso di chi vi vuole bene  pur di avere potere e denaro? Non credo. Troppo spesso non diamo la dovuta importanza a quello che abbiamo e lo diamo per scontato, finchè non lo perdiamo e allora…ecco che ci rendiamo conto di quanto eravamo “ricche”. Pensateci.
  • provare a ridere anche solo per 3 minuti al giorno, anche se non c’è niente da ridere (anzi) facciamolo lo stesso, come esercizio fisico. Lo sapete che il cervello non riconosce una risata vera da una simulata e produce in ogni caso quegli ormoni chiamati endorfine che danno serenità? Non a caso negli  ospedali per bambini ci sono i Dottor Sorriso…..Tenete ben a mente che la risata è un potente rimedio contro le difficoltà e il cattivo umore . In fondo se vi trovate davanti ad un problema, anche se vi arrabbiate il problema resta e il vostro fegato ne risente, se invece (con sforzo , lo so) provate a fare una risata, il problema resta lo stesso, ma il vostro cervello e il vostro fegato lo affronteranno con meno ansia.
  • tagliare dalla nostra vita  gli amici che non ci piacciono più, che abbiamo scoperto essere solo egoisti o interessati e teniamoci stretti gli altri, quelli che palesemente ci vogliono bene e a cui vogliamo bene
  • affrontare le giornate in modo meno rigido, meno teso, con più adattabilità ed elasticità mentale, in modo da essere capaci di vedere un po’ oltre il nostro naso (con indubbi benefici)



. «Con quale desiderio Lei entra nell'anno nuovo?» Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere.    Karl Kraus, Die Fackel, 1906/13

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