domenica 28 dicembre 2014

Come faccio a capire se mi vesto fuori moda?

Questa è una domanda che spesso mi fanno le donne che non  amano particolarmente andare per negozi o che leggono poche riviste femminili o che hanno talmente poco tempo da dedicare a sé stesse da non riuscire mai a rendersi conto se un abito è ormai “datato” o solo vintage.

                     
Non sono un’esperta di moda e non ho alcuna pretesa di esserlo, quindi mi limiterò a descrivere quando, secondo quel poco che so , quel molto che osservo e quello che mi ha suggerito un’amica stilista, una donna dovrebbe ringiovanire il suo guardaroba. Anche se la moda ognuno se la deve creare secondo i propri gusti, ci sono in effetti dei capi che non sono più mettibili e che vanno o trasformati o buttati.

  • Ad esempio, gli abiti a chemisier non si vedono più, quindi se ne avete uno che vi piace, trasformatelo , magari applicando una paio di maniche di cotone prese da un vecchio golf, oppure togliete i revers e lasciate una scollatura a v.

  • Anche le magliette cortissime, quelle, per intenderci che lasciano scoperto l’ ombelico non si usano più, nemmeno per le ragazzine, figuriamoci per le over anta! Se ne avete una potete sempre indossarla sopra ad un’altra T Shirt  più lunga e un paio di jeans

  • Le camicette con le ruches (di solito bianche)  potrebbero e sottolineo potrebbero essere ancora attuali a patto che le ruches non siano troppe e troppo arricciate. Se così fosse, potete ricorrere alla tintura: tingete in colore contrastante ma non troppo, solo il “davantino” e i polsi e la camicetta ritornerà attualissima

  • Oso pensare che non abbiate più uno di quei vestiti grembiule che una volta si portavano in casa…ma se l’avete, trasformatelo immediatamente in una gonna!!!

  • Un capo assolutamente non più usabile è il cappotto tricot smilzo. (Attenzione: ho scritto smilzo, quindi non parlo dei cappottoni triccottati, che invece vanno tantissimo. )  Se ne avete uno gettatelo via senza rimpianti o mettetelo in soffitta dove resterà per le vostre nipoti (se mai tornerà di moda)

  • Le spallone sotto la giacca sono decisamente fuori, ma proprio fuori fuori moda. Se volete tenervi la giacca perché vi piace e magari è pure firmata Armani, toglietele e portate  il capo da una sarta che la  rimetta a modello, perché togliendo le spallone  cadrà in modo sicuramente poco elegante. 

  • Da rivedere anche il cardigan da vecchia nonna, quello scollato a V con tre o quattro bottoni  e magari pure le taschine, né lungo né corto…..Se non volete eliminarlo, fate un atto di coraggio e indossatelo al contrario cioè con la chiusura dietro e una cinturina sottile in vita e non importa se le tasche restano dietro…anche i jeans hanno le tasche dietro no? Se poi volete aggiungere un tocco sofisticato, accorciate le maniche a tre quarti…. 

  • Forse qualcuna ha ancora nell’armadio un  montone con la Mongolia. Vade retro! Immettibile e importabile.
  • Se trovate nel cassetto e vi punge vaghezza di mettere uno di quegli scialli con le frange lunghe….cambiate idea! Fa vecchia sciantosa ( a meno che non abbiate 18 anni e lo portiate con jeans , chiodo e uncle boots) . Se è pregiato lasciatelo nel cassetto, se è “normale” potete usarlo a mo’ di pareo in spiaggia quest’estate, ma MAI sulle spalle!!!

  • Le cinture  oggi devono essere bassissime o normali, quelle altissime non vanno proprio più.

  • Anche i jeans strappati , sì proprio quelli che avete pagato una fortuna, non sono più di moda: ormai li vendono anche i cinesi a pochi euro.

  • Scommetto qualsiasi cifra che nella scarpiera fanno bella mostra di sé quelle scarpe decolleté  a punta  affilatissima che facevano sembrare i piedi come quelli di Pippo. Buttatele senza rimpianti.

  • E infine un ultimo accessorio che non va proprio più: gli occhialetti da scrittore impegnato. Avete presente quelli molto piccoli, tondi, con la montatura sottilissima? Ecco fate conto che oggi vanno di moda gli occhiali grandi, con montature visibili e magari pure colorate, quindi tirate voi le somme….


Piuttosto perdonare un brutto piede che delle brutte calze.
Karl Kraus





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