martedì 16 dicembre 2014

E' vero che dopo il matrimonio si cambia?

Per il post di oggi prendo spunto da una frase che mia cugina Michela Alessandra Locati ha pubblicato su Facebook e che mi ha fatto riflettere.
Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà.   Un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei cambierà.


E’ proprio così. Quando una donna si sposa accetta o non vede tutti i difetti del neo marito perché in quel momento – cioè quando le mette quel benedetto anello al dito e , come dicevano le nostre nonne, “fa di lei una donna onesta” – lui è il massimo di tutto. Dell’intelligenza e della bellezza, dell’educazione e della cultura, della seduzione e della sicurezza. Se poi anche fisicamente non è un adone, poco importa, nessuna si accorge del suo naso troppo lungo o dell’altezza non proprio watussiana. E’ lui e basta e nessuno al mondo è migliore.  Di solito c’è qualche parente (mamma, nonna, zia, sorella) o qualche amica che cerca di farle notare che lui non è questa perfezione assoluta..magari dicendole che ha notato che lui spesso fa un po’ il saccente, oppure che ripete sempre la stessa battuta, o che sembra un pelino arrogante. 
E, ancora, sottolineando che non sembra carino che esca ogni sabato sera da solo con gli amici, che  sembra un po’ strano che faccia la corte a tutte le donne che gli capitano a tiro, che  il suo modo di vestire è davvero un po’ troppo estroso per il suo fisico….
.Ma non c’è verso, perché la risposta  è sempre : “dopo il matrimonio vedrai che cambia”. Errore, grandissimo, mastodontico errore in cui chi più chi meno ci siamo cascate quasi tutte, perché lui non cambia affatto. Mai. E ce ne accorgiamo a nostre spese dopo qualche anno di matrimonio, cioè quando ormai la passione ha preso il volo e sono  rimaste la concretezza e la realtà. Lui continua imperterrito nelle sue abitudini e , che ci piaccia o no, non fa alcuno sforzo per cambiarle. . A voler essere cattive (e io a volte lo sono) potrei dire che è più facile che ne aggiunga anche  di nuove, per esempio se gli scoppia qualche passione (pc, sport, collezionismo…) si dedicherà ad essa anima e corpo senza alcun senso di rimorso per quello che toglie alla compagna. E noi, ex illuse, ci rendiamo finalmente conto che in effetti non abbiamo sposato un sogno  bensì un uomo e come tale adesso ce lo dobbiamo tenere e a volte sopportare.

Diverso invece il discorso delle donne: quando ci sposiamo noi  facciamo di tutto per essere carine, magre, sempre a posto, truccate e pettinate, totalmente assorbite nel ruolo di dolce mogliettina che prepara pasti deliziosi, ride sempre, tiene la casa in perfetto ordine, la mattina prepara la colazione mettendo un fiore sul tavolo, è contenta se lui porta gli amici a cena a casa, anche se la avverte con 5 minuti di anticipo….
Se a letto lui russa, noi lo tocchiamo dolcemente perché si giri dall’altra parte (smettendo – almeno speriamo – di russare come un tir sul Brennero) senza svegliarlo; se lui è stanco dopo il lavoro gli massaggiamo il collo e le spalle per farlo rilassare; se è nervoso lasciamo che gli passi senza stressarlo con mille domande. Tutto questo fa sì che lui pensi di aver sposato la donna ideale.
 Errore, grandissimo, mastodontico errore in cui più o meno ci casca ogni uomo, perché  noi donne cambiamo, eccome se cambiamo (in peggio ovviamente). Dopo qualche anno di matrimonio  ecco che da dolci fanciulle ci tramutiamo  in donne  con qualche chilo di troppo (a furia di preparare pranzettini, assaggia qui e assaggia là  la ciccia aumenta…), di solito vestite con jeans e maglione informe,(tanto stiamo  in casa…), la faccia slavata (noi diciamo “pulita”, in realtà è verde mela soprattutto se non siamo più giovanissime),  sempre abbastanza imbronciate  perché abbiamo  troppo da fare e chi ha più voglia di ridere?, che prepariamo  la colazione mettendo una tazza di caffè sul tavolo e ringrazia Dio che la metto.
Se a letto lui russa  lo svegliamo  mollandogli  un calcio che nemmeno Tyson, se rientra stanco la sera gli rinfacciamo  che non ci porta mai fuori e siamo stufe di stare tutte  le sere davanti alla tele, e se lui è nervoso  beh lo siamo anche noi  e quindi gli scioriniamo  tutta la  serie di imprevisti, problemi, casini che ci sono capitati  nella giornata  e che se lui vuole un massaggio alle spalle si compri una macchinetta, oppure lo tartassiamo  di domande della serie " è successo qualcosa?" “cos’hai?" "perché  non parli?” “mi dici cosa ti è successo”? “hai litigato col capo”? ma perché hai il muso”? e potrei andare avanti a scrivere le domande  per molto tempo…
A questo punto anche lui , ex illuso, si accorge di non aver sposato un sogno ma una donna in carne (spesso tanta) e ossa che  è diventata irriconoscibile.

La conclusione?   Eccola:

 erroneamente gli uomini si aspettano che le donne pensino,       comunichino e reagiscano come fanno gli uomini; erroneamente, le donne si aspettano che gli uomini sentano, comunichino e reagiscano come fanno le donne. Abbiamo dimenticato che uomini e donne sono intrinsecamente diversi e il risultato è che i nostri rapporti sono contraddistinti da conflitti del tutto superflui.
John Gray, Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, 1992




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