venerdì 12 dicembre 2014

Fingere non serve.........anzi!

Ho incontrato una mia cara amica, anche lei over anta, che mi ha raccontato di essere finalmente , dopo lunghe riflessioni, arrivata a pensare che   ha passato buona parte della sua vita a cercare di compiacere gli altri, a  cercare di farsi apprezzare ed amare, a cercare di vedere il buono anche dove era palese che non c’era, ma sempre indossando una specie di maschera, perché in realtà quello che provava era ben altro.


Ho pensato che le sue riflessioni potrebbero essere utili quindi vi riporto quello che ho sentito e cioè che lei  ha sempre  fatto finta :

  • Di non capire che era stata  poco amata. I  suoi genitori la amavano, ma  a modo loro , cioè come si ama il sangue del proprio sangue, che non era però il modo in cui lo voleva lei. Mai una carezza, un complimento , una coccola.  Suo padre era tutto dedito al lavoro e sua madre si è ammalata quando era piccolina, di conseguenza le loro priorità erano altre rispetto alle sue esigenze psicologiche (quelle materiali non le sono mai mancate) . Per non deluderli e cercare di avere la loro attenzione si è   sempre comportata come una brava bambina, contenta di quella poca considerazione che le veniva data, ma avrebbe voluto invece urlare e piangere e fare i capricci.  

  • Che le piacesse la facoltà che i suoi  avevano scelto per lei. Sia per evitare dissidi familiari sia perché non erano tempi in cui si poteva dire no ai genitori, ha seguito il Corso di Laurea che loro si aspettavano facesse, ma senza entusiasmo, passivamente .Si  è  laureata con 110 e lode, ma solo per “dovere” di figlia, non per passione della materia. Lei  volevo fare il medico!

  • Di avere il “pugno di ferro”  con i suoi  dipendenti. Sapeva  che gestire quasi 80 persone non era facile quindi doveva  per forza evitare “il pollaio “(tra galli e galline)  e questo voleva dire non ammettere pettegolezzi in ufficio, chiedere massima puntualità ed efficienza e prendere immediati provvedimenti per chi sgarrava. Ogni volta che qualcuno entrava nel suo  ufficio per rispondere  di qualche errore commesso , lei lo riprendeva duramente e la vista della sua faccia contrita le spezzava il cuore, ma  non poteva permettersi debolezze, avrebbe perso immediatamente autorevolezza e non poteva concederselo. Come le sarebbe piaciuto invece poter essere meno dura!

  • Di non essere stata devastata dal dolore quando è  stata lasciata per un’altra donna  dalla sera alla mattina, senza alcun preavviso né segnale,  dopo 9 anni di matrimonio. Piuttosto che dare questa soddisfazione al suo ormai ex marito si è  comportata senza fare scene isteriche, senza recriminare, senza pretendere alimenti (questa è stata davvero un’idiozia), senza pianti e disperazione apparente. In realtà le è venuta l’ulcera, non ha dormito per 6  mesi e piangeva tutte le notti, ma nessuno si è mai accorto del suo dolore. Avrebbe indubbiamente trovato maggior consolazione se avesse potuto vendicarsi nel modo più cruento che le venisse in mente e chissenefrega se si sarebbe messa al livello di una pescivendola (con tutto il rispetto per chi vende pesce) …

  • Di essere impermeabile al tradimento di un’amica-da-sempre o meglio di una donna che credeva tale. Aver scoperto che le sparlava dietro, che andava in giro a raccontare tutte le sue confidenze, che addirittura tentava di portarle via il fidanzato , le  ha fatto davvero male, perché non se lo aspettava. Il suo atteggiamento con l’amica  non è cambiato, ha continuato come se niente fosse ,  perché “le convenzioni sociali” volevano che così fosse, ma ormai sapeva che aveva davanti a  lei una Giuda e questo le ha sempre reso le cose molto difficili . Quanta  voglia aveva,  invece ,   di mandarla a quel paese,  e di raccontare a tutti che razza di donna era!
  • Di essere felice di non avere figli. Dichiarava infatti che i figli in questo mondo non avrebbero certo avuto un bel futuro, che  molti (troppi) matrimoni naufragavano a causa delle divergenze sull’educazione figli, che una donna non ha bisogno di fare un figlio per sentirsi tale. Tutte balle. Il fatto di non essere riuscita a concepire l’ ha sempre intristita moltissimo.


  • Di essere forte, capace di sopportare qualsiasi disavventura, in grado di sostenere  chi era più debole di lei. Questo ha fatto sì che praticamente tutte le persone che le stavano intorno si adagiassero sul fatto che “tanto c’è lei” e “ci pensa lei”. Sì , vero, ma a lei  chi ci ha mai pensato?


In conclusione ,  mi ha detto “ ho sbagliato. Fingere non serve ad altro che a  nascondere i propri sentimenti  e a cercare di  ingannare noi  stesse”, e io non posso che essere d’accordo..



Il mondo della finzione è una prigione, non un posto dove mettersi al sicuro. Non possiamo mentire a noi stessi troppo a lungo.
Meredith Grey (Ellen Pompeo), in Grey's Anatomy, 2005/13



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