lunedì 22 dicembre 2014

Hai empatia?


Empatia: capacità di comprendere a pieno lo stato d'animo altrui, sia che si tratti di gioia che di dolore.. Essa rappresenta, inoltre la capacità di un individuo di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d'animo di un'altra persona.


Lo sapevate che essere persone empatiche   permette di avere una vita più facile?  Eh sì perché le persone chiuse in sé stesse, musone, egoiste, non attirano , anzi allontanano la gente e spesso si ritrovano sole e senza amici.

Purtroppo io ne incontro tante di questo tipo  e vi faccio solo un banalissimo esempio che mi è capitato giusto ieri: ero in un negozio di articoli natalizi e ho comprato 10 sacchetti regalo. Appena uscita dal negozio mi sono accorta che ne avevo comprato uno di meno, quindi sono rientrata, ho preso quello che mi mancava , ho tirato fuori la moneta contata e mi sono avvicinata alla cassa dove c’erano 3 persone in fila piene zeppe di articoli da pagare. Ho chiesto gentilmente facendo vedere sacchetto e moneta (cioè volevo far vedere che non avevo neppure bisogno del resto) se potevo passare avanti dato che avevo un solo articolo. Risposte? Tutte positive , ma con degli sguardi che dicevano tutto il disappunto che avevo suscitato. Tempo impiegato dalla richiesta al pagamento : esattamente 30 secondi.  Quando ho finito ho ringraziato ad alta voce tutti e augurato buon natale. Credete che qualcuno abbia risposto? Nemmeno per idea!

Ecco è questo che voglio sottolineare, come la gente sia talmente avvoltolata su di sé che non si cura nemmeno di ringraziare, anzi dato che mi hanno fatto un favore facendomi passare, quelle persone sentivano quasi di essere state “costrette” a farlo. Capite cosa intendo dire? Se avessero avuto un po’ di empatia avrebbero capito che la mia non era prepotenza, ma solo una richiesta, peraltro gentile, di non aspettare mezz'ora per pagare un solo economicissimo sacchetto.

Chi è capace di empatia ha una marcia in più sia nella vita privata che sul lavoro, sia nei rapporti sentimentali che in quelli amicali , e di solito è un fattore caratteriale, ma dato che si può anche imparare eccovi alcuni suggerimenti per chi è interessata all’argomento.

  • La prima, primissima cosa è quella di non partire mai prevenute su niente e nessuno. Mettersi nei panni degli altri significa soprattutto riuscire a spogliarsi dei propri e cercare di pensarla come le persone con cui ci rapportiamo, cosa piuttosto difficile perché ognuno ha il suo carattere, ma i pregiudizi non sono mai positivi. A questo proposito circola sul web una storia che riassumo molto brevemente. Un uomo porta suo figlio in ospedale perché sta male. Un chirurgo lo opera e va tutto bene. Quando il padre lo ringrazia, il medico risponde bruscamente e se ne va. Il padre, allora dice all’infermiera “che antipatico! Io lo volevo ringraziare per aver salvato la vita a mio figlio e lui non mi ha neppure ascoltato” e l’infermiera replica “ poco prima che lei portasse suo figlio il chirurgo ha appreso che sua figlia sedicenne era morta in un incidente, ma invece di correre sul posto ha preferito operare prima suo figlio”. Quindi, prima di “etichettare” qualcuno è sempre meglio sapere quello che c’è dietro a un certo comportamento.

  • Quando  siete in mezzo alla gente , ovunque voi siate, quindi in ufficio così come a una festa, ascoltate in modo attivo chi vi sta parlando, guardate la persona negli occhi, dimostratele che state capendo e non solo sentendo quello che vi dice, rispondete a tono: se vi chiede “come stai”? (modo ormai usuale per presentarsi) non rispondete “bene grazie” , ma chiedete a vostra volta qualcosa come “tu ti trovi bene qui”? Oppure “grazie per avermelo chiesto, sì sto benissimo e tu sei felice”? Vi potrà sembrare strano, eppure la gente di fronte a commenti di questo tipo reagisce in modo positivo perché è un modo di fare fuori dagli schemi che indica vero interesse.

  • Non nascondete le vostre emozioni. Se qualcuno racconta un episodio che vi commuove, non abbiate paura di  dimostrarlo, così come se qualcuno vi fa un complimento non reagite schernendovi, ma accettatelo con gratitudine. Solo così potrete mettervi in sintonia con l’altra persona, qualsiasi ruolo essa rivesta. Ad esempio fermarsi a dire ciao al poveretto cui fate l’elemosina per strada , vale molto di più dei soldi che gli state dando, perché lo state trattando come un essere umano che esiste, non solo come uno che allunga la mano per ricevere qualche moneta data distrattamente. Riuscire ad immedesimarsi nei sentimenti e nelle sensazioni  che provano gli altri vi aiuterà non poco ad essere considerate donne intelligenti, buone e piacevoli da frequentare.

  • Cercate sempre di interessarvi alla vita degli altri.  Ad esempio se siete una single “ di ritorno” e vi trovate a parlare con una coppia sposata felicemente da anni, non citate le bellezze dell’essere finalmente senza un rompiscatole di fianco e non raccontate nemmeno i particolari della vostra rottura, chiedete invece  qual è il segreto della durata del loro matrimonio…E’ vero che nel 90% dei casi non ve ne importa un fico secco, ma potrebbe anche darsi, invece, che impariate qualcosa che vi potrebbe tornare utile un domani se  vi innamorerete ancora e alla coppia farà sicuramente piacere vedere che avete notato il suo  affiatamento.

  • Rispettate sempre le idee degli altri anche se sono diametralmente opposte alle vostre. Non sto invitandovi alla sottomissione, bensì al puro rispetto.  Tutti hanno il diritto di dire la propria opinione senza sentirsi aggrediti o giudicati. Il fatto di non condividere certe affermazioni non deve farvi irrigidire  sulle vostre posizioni  né cercare di convincere a tutti i costi che siete voi quella che ha ragione. Diventereste solo rapidamente antipatiche  e  non convincereste nessuno. A meno che si tratti di vita o di morte , lasciate perdere gli atteggiamenti enfatici alla Giovanna d’Arco e cercate invece di esporre le vostre idee senza perdere il controllo e senza sovrastare gli altri.

  • Non dite mai no a priori. Prima valutate bene la richiesta,  copiate la postura di chi vi sta davanti (è un trucco per farlo sentire a proprio agio) e poi prendete tempo con parole tipo “in effetti potrebbe essere  possibile, ci penso e poi ti faccio sapere  oppure con frasi come “ capisco cosa intendi, vedo quello che riesco a fare” , poi probabilmente non farete niente perché non vi interessa, ma non avrete dato l’impressione di essere inamovibile dalle vostre decisioni. Anche questa è empatia.



Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Anonimo


Nessun commento:

Posta un commento