martedì 23 dicembre 2014

Il mondo è diventato davvero un posto difficile in cui vivere...

Lo so , dovrei essere più allegra quando scrivo qui, ma forse perché siamo ormai sotto Natale e il pensiero va a quanta gente lo passerà da sola, magari in un letto si ospedale o in una casa fatiscente, o forse perché  la televisione e i giornali non fanno altro che parlare di omicidi, suicidi, arresti, truffe , mafia o ,ancora, forse  con l’età sono io che sono diventata  più sensibile alle brutte cose (tante) che accadono ogni giorno, ma mi pare che davvero il mondo si avvii al solo puro e mero dio consumismo,  dio soldo,  dio potenza e anche chi non ha la possibilità e i mezzi per ambire a tutto questo si sia ormai chiuso in sé stesso senza più dare spazio alle esigenze di amore, di comprensione, di amicizia degli altri..


E’ vero che ci sono sempre stati mariti che uccidono le moglie , fidanzati che fanno fuori le fidanzate, madri o padri che uccidono i propri figli, ma forse una volta , quando non c’era internet e la tv proibiva di dare certe notizie, eravamo  meno consapevoli di quanto un essere umano può essere violento verso i propri simili (e non solo).

Sembra che sia  ormai diventato difficile, per non dire impossibile, vivere in armonia con genitori, nonni, fratelli ,  figli ed  amici.

Io sento in giro solo gente che “ringhia” che è intollerante, che scatta per niente, che insulta, imbroglia, truffa, raggira  e alla fine…arriva anche ad  uccidere. Certo non sempre per sola cattiveria, molte volte si arriva ai cosiddetti raptus di follia, ma perché ci si arriva? Perché ormai non esiste più la gentilezza, le persone si curano solo di sé stesse, non si accorgono nemmeno se , non dico un loro vicino, ma nemmeno un parente o un amico sta male. Tirano dritto, non vedono e non vogliono vedere, non sentono e non vogliono sentire. “Perché devo preoccuparmi se il figlio della mia amica è chiuso, ombroso e non ha amici? “Saranno problemi della madre non miei!”  Ecco è questo quello che ci ha fatto diventare del tutto indifferenti al nostro prossimo: l’egoismo, il pensare solo a quello che abbiamo davanti al naso, più in là non si va….Perchè? Perché è comodo , perché è più facile, perché così non c’è pericolo di dover dare, magari senza ricevere nulla in cambio…

Una madre , forse, ha ucciso  il proprio figlio?  Terribile senza dubbio, ma tutti morbosamente cerchiamo di sapere i particolari e  non il perché, ma il come…Riuscire a incolpare subito una persona ci fa sentire buoni e puri “noi non faremmo mai una cosa del genere!” E invece non è così: chi può sapere cosa passa nella mente di una persona in un determinato momento ? E perché giudicare subito, senza prima soffermarsi a pensare e capire  se davvero è stata lei?

Un uomo vede passare una donna in un parco e senza porsi alcun problema cerca di violentarla e se non ci riesce …la uccide. Ecco in questo caso io credo che non ci sia raptus alcuno, ma solo prepotenza, aggressività e istinto di sopraffazione. Ma anche in questo caso sapete quante sono le persone che dicono “se l’è andata a cercare. Non si va al parco conciate come delle battone, certo che poi ti violentano”?

Un povero senzatetto (non importa la nazionalità) dorme su una panchina e viene bruciato vivo da una banda di teppistelli (non sempre ragazzi sbandati, spesso anche figli “bene” che non sanno come divertirsi in modo normale)? Il commento spesso è “mio figlio una cosa del genere non la farebbe mai”. E invece, magari, si scopre che il bravo figlioletto – lasciato a sé stesso da genitori troppo spesso poco accorti – si fa di coca, frequenta una banda di spostati ed è la mente del gruppo di assalitori.
E anche senza arrivare a storie così truculente, basta pensare quanta gente che si professa amica poi ti frega il marito, ti imbroglia sul lavoro o, più semplicemente e frequentemente si dimentica di tutto quello che hai fatto nel momento del (loro)  bisogno e si scorda persino di farti una telefonata solo per chiedere come stai….

Naturalmente non voglio fare di tutta un’erba un fascio, ci sono anche persone buone , riconoscenti e che si dedicano agli altri, ma sono pochissime rispetto alla moltitudine degli “indifferenti”.

Il mondo sta diventando sempre più duro, difficile, faticoso e pericoloso…che peccato e che grande, profonda, tristezza!!!!!

Ci vuole molto cattivo gusto per sentire di vivere bene al mondo d'oggi.
Emilio Rega, Sursum Corda, 1993 


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