lunedì 15 dicembre 2014

Lo shopping di Natale non è più quello di una volta....

Che bello lo shopping di Natale! Gente che sorride, gente allegra, gente piena di pacchetti , negozi pieni di luci e alberi, decorazioni, luminarie ovunque.
Questo dovrebbe essere lo shopping di Natale.


La realtà è invece un po’ diversa:

ieri ho fatto un giro per vedere  com’è l’andazzo di compere natalizie e ho visto Negozi  importanti semi vuoti, negozi di gadget  semi pieni, negozi di cibo pieni.
Poi ho notato signore ben vestite che oltre agli acquisti (sempre comunque oculati) approfittano per fare soprattutto una vasca con l’amica e per sfoggiare pellicce e borse firmate , signore con abiti più casual che si guardano intorno un po’ smarrite perché non hanno idea di cosa comprare e hanno fretta, signore con bimbi urlanti al seguito e mariti scazzati con la lite pronta a saltare fuori davanti a ogni vetrina.

Ho sentito di tutto:  “ma come puoi pensare che a mia madre possa piacere una coperta termica? Ha sempre caldo! Si vede che proprio di lei non ti importa niente” ; “uffa che palle sto Natale, dici che se compro una bella stella di natale me la cavo senza spendere un patrimonio e senza diventare matta a cercare qualcosa di particolare?” “tutto troppo caro, quest’anno non c’è niente di abbordabile” “lo compro dai cinesi, tanto è quasi uguale … “ma vedi che sei sempre lo stesso? Se ti dico che mi piace quella borsa, perché dici che dovrebbe piacermi una sciarpa? E’ perché non vuoi spendere vero? E allora dillo e chiudiamola lì” “ dici che quel maglione a Luigi andrebbe bene? Ne ha già altri 50, ma non mi viene in mente niente altro e poi diciamocelo, perché mai dovrei impazzire a trovare qualcosa di originale per uno che ha già tutto e ogni volta che gli faccio un regalo reagisce dicendo  solo grazie, carino???”

Ho visto di tutto: donne che , dentro ad un negozio trattavano sul prezzo di un paio di orecchini come se fossero in un mercato di Istanbul, ma si davano grandi arie di fronte ad una commessa altrettanto sussiegosa che le guardava dall’alto in basso con la nuvoletta che diceva “ ma se non te li puoi permettere perché fai finta? E mi fai perdere tempo?”. Donne trascinare a forza fuori dal negozio  di articoli elettronici ragazzini che non volevano smettere di giocare alla play station messa lì solo a scopo dimostrativo.
Donne che , dentro un negozio di articoli per la casa, uno più bello dell’altro, continuavano a girare visitando sempre gli stessi stand e cercando invano di trovare qualcosa che le ispirasse, ma erano ispirate da tutto peccato che il portafoglio toglieva loro ogni sogno, quindi si limitavano a guardare come se potessero comprare con lo sguardo.  Una calca impressionante di donne  fuori dai negozi di abiti low cost, dove ti porti via un piumino a 45 euro (non importa se poi si disfa alla prima pioggia)  che litigavano l’una con l’altra per accaparrarsi l’ultimo top di paillettes rimasto (ma a Natale non dovremmo essere tutti buoni?) magari pure fuori misura…..
Donne letteralmente incollate alle vetrine dei gioiellieri che cercavano , con la mente, di trasmettere al loro compagno rimasto a casa, che volevano quell’anello….(si capiva perché usciva la nuvoletta dalla testa…).
Mogli cariche di pacchetti, sacchetti, scatole che nemmeno Babbo Natale, accompagnate da mariti imbronciati e a mani vuote totalmente insensibili al fatto che lei era carica come uno Sherpa e col fumetto “hai voluto che ti accompagnassi? Adesso arrangiati”!.


Lo spirito che ho avvertito quindi non era proprio natalizio, era più una corsa a trovare l’affare dove spendi poco e fai comunque bella figura, le strade erano talmente piene di luminarie che sembrava persino esagerato (visti i tempi forse sarebbe stato meglio che i negozianti mettessero meno luci e abbassassero invece un po’ i prezzi) , la gente non sorrideva, ma aveva invece un’espressione chi annoiata (mariti soprattutto), chi ansiosa (anche qui uomini soprattutto perché non avevano idea di cosa regalare e questo li metteva in ansia) , chi rabbiosa (ragazzini che tutto avrebbero fatto fuorchè andare in giro per negozi), chi triste (perché ho visto anche persone che palesemente si sentivano frastornate e sole) ; nei negozi vuoti (tanti) il personale sembrava  una tigre in attesa della gazzella: il o la malcapitato/a che avrebbe osato entrare si sarebbe trovato immediatamente accerchiato da una o più commesse pronte a non lasciarlo/a uscire senza aver almeno speso 100 euro (il guadagno prima di tutto!).
 Insomma un Natale commerciale e malinconico, privo di quell’allegria che dovrebbe invece connotare l’unico giorno dove tutti dovrebbero essere sereni.

Come sarebbe bello poter magicamente tornare bambine quando tutto era magia e i regali ce li compravano gli adulti, mentre noi pensavamo fosse Gesù Bambino o Babbo Natale a portarceli…..    


 Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale / e alcuni il possiamo trascurare: / il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale, / il rumoroso (essendo il bar aperto fino a mezzanotte), / e l’infantile. / Ben diverso è quello del bimbo / che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato / spieganti l’ale alla cima dell’albero / non solo una decorazione, ma anche un angelo.
Thomas Stearns Eliot
, La coltivazione degli alberi di Natale, 1956


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