venerdì 9 gennaio 2015

Divorziare

Per esperienza personale so che divorziare è doloroso, lacerante, penoso, sia per chi lascia che per chi è lasciato e ho notato che è molto più facile e usuale che sia una donna a decidere di troncare tutto, piuttosto che un uomo.

Il motivo forse va ricercato nel fatto che gli uomini sono molto più abitudinari delle donne e quindi prima di decidere di abiurare alle proprie consuetudini ci pensano un ,migliaio di volte, mentre le donne sono più determinate: se un amore è finito è finito e si taglia. Certo non senza dolore, come dicevo, ma si taglia.
Comunque chiunque sia quello che decide di troncare non vivrà mai questa decisione come un affrancamento dall’altro , ma solo come una sconfitta. Eh sì perché  quando un matrimonio finisce significa che non siamo stati in grado (lui o lei o entrambi) di mantenere vivo il rapporto, di dar seguito alle intenzioni che avevamo al momento del matrimonio, di avere abbastanza sopportazione, lealtà fedeltà nei confronti del coniuge.

In questo post  voglio parlare alle donne che hanno  vissuto da poco o stanno vivendo questa spiacevole situazione.

Spesso, molto più spesso di quanto pensiamo, divorziare  non significa  solo toccare con mano  che un progetto di vita in comune, i sogni fatti, il “per sempre” non si è avverato , ma anche un cambio di   abitudini (anche se si litigava di continuo  e i rispettivi interessi/modi di pensare erano diventati  inconciliabili, un conto è essere in due  eun altro è ritrovarsi sole) e varie perdite , da quelle economiche (ad esempio non poter più contare su due stipendi) a quelle pratiche ( era lui che si accollava i problemi dell’auto o dell'assicurazione per esempio) da quelle sociali (amici da dividersi, conoscenti che non si fanno i fatti propri) a quelle familiari (parenti acquisiti cui si voleva bene  , figli da gestire in modo diverso)  . Insomma una vera e propria rivoluzione.

Ma non solo: si dice che se è la donna a venire lasciata questa verrà “segnata “ a vita dal fatto di essere stata rifiutata: beh io non sono d’accordo. O meglio per certe donne , fragili, con poca autostima, deboli economicamente è sicuramente così – anche se, una volta superato lo choc saranno diventate più forti di prima - ma per le altre, quelle che non pensano sempre “è colpa mia”, che sanno di aver fatto di tutto per tenere in piedi un matrimonio, quelle sicure di sè, sarà molto più difficile lasciare che essere lasciate. Perché dovranno  vedersela col  dubbio di aver fatto la scelta giusta e con i sensi di colpa,  con il rischio di essere tacciate di menefreghismo per i sentimenti altrui e con la solita solfa del “sicuramente se l’ha lasciato è perché ha un altro uomo”.

In ogni caso, cioè lasciate o “lascianti”, permettete che vi dia qualche piccolo consiglio su come reagire, tenendo ovviamente conto che ognuna ha il suo modo di farlo, cioè c’è chi non accetta subito “la sconfitta” e c’è chi invece  ne fa motivo di rabbia, c’è chi si deprime e chi nega anche l’evidenza .

  • Dato che, volenti o nolenti bisogna andare avanti, impiegate questo avvenimento per cercare di cambiare tutto il cambiabile, il che significa partire dal look (pettinatura, colore, taglio, modo di vestirsi) per arrivare agli interessi personali, che magari erano sopiti per dar spazio all’altro (palestra, musica, lettura, pittura, cinema, ballo, ecc) da una nuova cerchia di amiche/amici alla disposizione dei mobili di casa . In una parola: ricominciare. Sarà molto meno difficile di quanto possiate pensare, basta solo avere il coraggio di fare il primo passo, tutto il resto verrà da sé.

  • Quando ho divorziato (lasciata per una più giovane) credevo che il mondo mi fosse cascato addosso ed ero convintissima che non mi sarei mai più ripresa. Dopo 6 mesi, stufa di sentirmi una schifezza, ho iniziato a pensare che forse era stato meglio così, che tutto sommato da sola non stavo poi così male, che avrei potuto cambiare il colore dei capelli senza dover chiedere parere a nessuno – banale lo so, ma per me è stata la molla che mi ha aperto gli occhi verso tutti gli altri cambiamenti – e dopo un anno, assolutamente senza cercarlo ho trovato il mio attuale marito che è felicemente  con me ormai da 25 anni.

  • Raccontate la vostra situazione. Scoprirete che ci sono tante donne che stanno vivendola come voi, quindi sapranno capirvi  o che l’hanno superata e potranno darvi consigli, suggerimenti, pareri…”da donna a donna”. Se ci sono figli spiegate chiaramente i motivi per cui il vostro matrimonio non andrà più avanti: mentire, ricorrere a sotterfugi, nascondere la verità non servirà ad altro che ad insospettirli: una sana e leale chiacchierata li aiuterà a capire e a capirvi. Non fatevi problemi se scoprite che state tenendo tutti i giorni al telefono la vostra migliore amica, per ore raccontando sempre le stesse cose. Se è davvero amica vi ascolterà. Quando vi sarete riprese le farete un bel regalo per ringraziarla della pazienza.

  • Non rinunciate a quelle sane e vecchie abitudini che vi hanno sempre dato conforto: parlo per esempio della routine prima di andare a dormire o di quella che mettete in atto per organizzare la vostra giornata. Cambiare tutto non significa buttare via, significa tenere quello che ci tranquillizza e ci è familiare e quindi ci rassicura e dargli la giusta collocazione.

  • Piangete quando, quanto e dove volete. Il pianto è molto liberatorio e dopo aver spremuto tutte le vostre lacrime vi sentirete meglio. Se poi potrete farlo sulla spalla di una persona che sappia consolarvi , sarà ancora meglio, ma evitate a tutti i costi di trattenervi, è solo autodistruttivo.

  • State da sole. Non mettetevi subito alla ricerca di un sostituto per ciò che avete perso o lasciato. Se proprio soffrite di solitudine prendetevi un cane o un gatto e ricordatevi che dopo un lutto (perché, parliamoci chiaro, di lutto si tratta) la mente ha bisogno di riflettere, di elaborare la situazione, di meditare.

  • Non esagerate con le “compensazioni”, cioè non abboffatevi di gelato, cioccolato, dolci ,  non fate digiuni da asceta e  non comprate qualsiasi cosa vi capiti sotto tiro (cioè niente shopping compulsivo) Cercate di nutrirvi in modo corretto (anche se non avete fame o ne avete troppa), di fare un po’ di esercizio fisico (che aiuta a togliere tensione) , di comprare solo gli abiti o accessori di cui avete davvero bisogno.

  • Tenetevi occupate. Lavorate di più, uscite di più, interessatevi di più agli altri (magari con del volontariato), in modo che per la maggior parte della giornata la vostra mente non corra continuamente al fatto che avete divorziato o state per farlo.

  • Pensate al futuro. Fate programmi per i vostri anni a venire, datevi degli obiettivi da raggiungere, guardate sempre e solo avanti.


 Divorzio = Rinascita: dimenticare il passato, ripianificare la tua vita, migliorare il tuo aspetto e ringiovanire!  (Rossana Condoleo)

2 commenti:

  1. bello quello che scrivi e utile...
    immagino, però, che se hai un secondo marito da 25 anni eri abbastanza giovane quando l'altro ti ha lasciato per una più giovane...
    Non è facile a 57 anni...

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    1. non è facile a nessuna età....e non ero poi così giovane, (40 anni).Non so come porti i tuoi 57 anni, ma sono certa che sei una donna intelligente che ha dentro di sè un sacco di risorse. Se non ti fai condizionare dal fatto che l'altra è più giovane, (ma magari meno intelligente) vedrai che anche tu potrai essere più felice da sola che con un uomo che evidentemente bada solo all'esteriorità. Che te ne fai di un uomo così???Ti abbraccio

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