mercoledì 28 gennaio 2015

Il silenzio è d'oro, ma la parola è d'argento.....


Uno dei dilemmi che mi ha sempre trapanato il cervello è “perché diavolo gli uomini  (almeno il 90% di loro) non parlano?????”

O meglio parlano tra loro, ma con noi donne no. Non si spiegano, non raccontano, bofonchiano una risposta inintelligibile alle nostre domande. Ma a noi non sta bene!!!! Giusto?

È vero che noi  donne siamo esseri complicati, ma sento troppo spesso molti uomini  dire che non riescono  a capirci, eppure  non è così difficile …….. 

Perché il segreto sta tutto in una parolina magica : “dialogo”. Eh sì perché i maschietti non parlano, si tengono  tutto dentro, non esternano, non verbalizzano, pretendono  che noi  leggiamo nel loro pensiero, pretendono che non  rompiamo l’anima quando li vediamo col muso e si  limitano a rispondere alla nostra legittima domanda “cosa c’è’? con  la parola “niente”.

E’ per questo che non ci capiscono.  Noi vogliamo il dialogo!!! Ma come si fa a parlare con un muro?

Ad esempio prendiamo la frase “ti amo”: a tutte le donne piace sentirselo dire ma, dopo i primi tempi gli uomini non la dicono più e, peggio, a richiesta rispondono “ma certo! Non te lo dimostro tutti i giorni”? Oppure “non ti tradisco, non ti faccio mancare niente, amo i ragazzi, cosa vuoi di più?”
Però così  non va bene. Perché può essere vero che i fatti valgono più delle parole, però anche sentirsele dire ha una sua magia che gli uomini  non capiscono e per questo vi rifiutano  ostinatamente di pronunciare quella frase come se , dicendola, perdessero in virilità ( troppo sdolcinato), o  incorressero  in chissà quale trappola!!!

Idem come sopra se qualcosa li assilla o li preoccupa. Lo so che molte volte non parlano  per proteggerci, per non tediarci con i loro  problemi (di solito di lavoro), ma anche questo è sbagliato! Non siamo stupide no? E quindi  a meno che non si parli di  fisica nucleare (e anche in questo caso non è detto…) , possiamo anche riuscire a capire quello che ci raccontano…

E poi c’è un’altra cosa: quando noi diciamo qualcosa e loro  rispondono  “sì, va bene” o “come vuoi” non si accorgono  che lo fanno meccanicamente, ma in realtà non ascoltano  e quindi non ci rispondono a tono.  Scommetto che se  dicessimo “alla cena cui siamo invitati stasera pensavo di venire in topless” molti risponderebbero “perfetto”!!! E invece noi vorremmo che condividessero  con noi alcune cose, vorremmo sentire la loro  voce e soprattutto fare un discorso…. E’ così difficile? Perché nei primi mesi in cui ci frequentavano  erano  a dir poco logorroici e adesso , passati un po’ di anni, sono  diventati peggio di una Sfinge?

Ma non è solo la categoria dei mariti/compagni che non parla, c’è anche quella dei colleghi per esempio. Più di una volta mi è capitato di vedere un collega andare dal capo e tornare con la faccia imbronciata. Per educazione , per solidarietà e per gentilezza ho sempre chiesto cos’era successo… Non che mi interessasse particolarmente, ma dato che eravamo vicini di scrivania mi pareva il minimo…La risposta di ogni volta ? “Niente”. 

Una donna almeno  avrebbe raccontato qualcosa, avrebbe condiviso, avremmo potuto studiare una “strategia” insieme….Un uomo no! Si tiene tutto dentro chiuso a chiave.

Idem per la categoria amici. Ora, io dico: se sei mio amico lo sei fino in fondo, quindi se hai qualche problema me lo dici e magari non risolviamo niente, ma anche una conversazione fatta di monosillabi tipo “hai problemi “? Risposta “si”,di che tipo?” “lavoro”, “posso fare qualcosa ?” “forse”, “dimmi cosa”, “non so, devo pensarci”. 
A questo punto – almeno a me – scatta il nervo perché tirare fuori le parole con le pinze non mi è mai piaciuto quindi mollo il colpo, ma mi spiace perché sono buoni tutti ad essere amici per andare al cinema, ma quelli veri si vedono nel momento del bisogno. Solo che se quando c’è bisogno tu stai zitto e beh….arrangiati!

Per ultimi metto i figli adolescenti. Io non ne ho, ma vedendo le mie amiche, capisco che cercare di parlare con loro è praticamente impossibile, meglio aspettare quando avranno compiuto i 25 anni…




È preferibile parlar chiaro e vuotare il sacco. Ogni parola che rimane nel gozzo incancrenisce.
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68



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