domenica 25 gennaio 2015

La "perditempo"


Oggi voglio trattare il modo di vivere  di  una categoria di persone  che  invidio profondamente:  quella delle donne  che “perdono tempo” .
Non è un’invidia cattiva, (ci mancherebbe!!), ma l’assoluta certezza che io non potrò mai raggiungere il loro livello di lenta, lentissima,  - diciamocelo a volte sfinente -  flemma.

Ho un paio di amiche così e ogni volta mi chiedo  come facciano ad essere amiche mie, dato che io sono la velocità personificata….. forse sarà che l’amicizia – per fortuna – non fa distinzioni tra dinamismo  e rilassatezza …

Comunque, la donna che io definisco “perditempo” in realtà il tempo non lo perde affatto, perché lei non ha mai fretta e quindi ha la possibilità di muoversi e agire secondo i suoi personalissimi ritmi.

Faccio un esempio per farmi capire: la mattina, io, come tante altre donne, mi sveglio e mi alzo subito dal letto, doccia veloce tipo gatto, mi vesto (ho già preparato la sera prima gli abiti da indossare) , porto fuori il cane obbligandolo ad una pipì a comando, preparo la colazione,(due fette biscottate un caffè trangugiato  e ringrazia Dio che l’ho fatto)  e dò inizio alla mia giornata. Tempo impiegato 20 minuti.

Lei invece si sveglia, si stiracchia, si gode ancora  per qualche minuto il tepore del letto, mette giù una gamba, poi si siede, si stiracchia di nuovo, sta ferma a pensare che sta per alzarsi, si alza, si lava facendosi scorrere l’acqua della doccia su tutto il corpo, poi si insapona, si sciacqua, si avvolge in un morbido telo di spugna e, così abbigliata va davanti all’armadio per decidere cosa mettersi, cambia outfit tre volte prima di scegliere il completo definitivo, poi passa al trucco..  Infine  va in cucina e prepara la colazione con caffè, fette di pane abbrustolite, marmellata, burro, tutte cose che mangia masticando lentamente perché si sa, la prima digestione inizia in bocca. 
Se ha un cane, il poveretto ormai ha perso ogni speranza di uscire a fare la pipì ad un’ora decente (ha imparato ormai da tempo a incrociare le zampe per cercare di trattenersi) e  quando finalmente lo porta giù,  trova il marito furibondo per l’attesa  - sono infatti passati più di 60 minuti da quando lei si è alzata e gli ha detto “tesoro mi dai un passaggio mentre vai in ufficio?” e  l’incauto ( evidentemente scordandosi con chi aveva a che fare)  le ha detto di sì -  ma lei non fa una piega: lascia che il cane faccia i suoi bisogni mentre il consorte urla e strepita e poi sale in auto senza il minimo accenno di stress (lei, perché il marito ha rischiato più volte l’infarto da rabbia).

Un altro esempio?  Se io devo preparare un paio di fatture da inviare a dei clienti , ne scrivo prima una e poi immediatamente dopo  faccio l’altra, perché secondo me così facendo ottimizzo i tempi: scrivo, imbusto e spedisco entrambe contemporaneamente e non ci penso più.  Lei no. Lei ne fa una, la registra, la imbusta e la spedisce. L’altra? C’è tutto il tempo per farla nel pomeriggio, no? Perché deve affannarsi a fare due fatture una via l’altra, quando può tranquillamente farne una la mattina e l’altra più tardi? Cosa vuoi che cambi…..L’importante è che vengano fatte…

Capite cosa intendo? La “ perditempo”  è pacifica, serafica. Il mondo le cade addosso? E lei si sposta giusto quel tanto per non farsi colpire.  Per lei il tempo non è denaro, è tempo e basta e come tale va assaporato e gustato, non rincorso come facciamo tutte noi.

E sapete una cosa? Ha ragione lei! Noi ci stordiamo correndo come pazze, ci innervosiamo quando vediamo qualcuno lento, vorremmo fare tutto in 10 secondi con il risultato che abbiamo disimparato a goderci la vita, che non è fatta solo di grandi avvenimenti ma anche di piccole cose quotidiane che possono strapparci un sorriso.



Gli uomini perdono la salute per guadagnare soldi, poi spendono soldi per riavere la salute e per pensare con ansia al futuro si scordano del presente quindi finiscono per non vivere né il presente né il futuro e vivono come se non dovessero mai morire e muoiono come se non avessero mai vissuto. Dalai Lama


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