lunedì 26 gennaio 2015

Se potessi tornare indietro...


Qualche sera fa, tra amiche, è venuta fuori la domanda “se potessi tornare indietro nel tempo lo faresti?” La discussione si è accesa subito, primo perché appena metti più di due donne insieme fano subito quello che io scherzosamente definisco “pollaio” (e mi ci metto dentro  anch’io ovviametne) e poi perché l’argomento, in affetti si prestava a un bel po’ di variabili.


C’è stata quella che ha dichiarato “io , mai! Sto benissimo come sono” . In realtà dopo un po’ di punzecchiature da parte del gruppo è venuto fuori che tanto contenta non era, soprattutto del suo aspetto fisico che non accettava completamente (qualche capello grigio, la pancetta, le venuzze ai lati del naso…) e che sarebbe tornata volentieri ai suoi 35 anni quando gli uomini si voltavano per strada al suo passaggio.

Poi c’è stata un’altra che invece ha detto “ tornerei ai miei 21 anni” perché all’epoca era diventata maggiorenne e finalmente aveva avuto le chiavi di casa (altri tempi…adesso le chiavi le danno anche ai bambini di 10 anni per quando tornano – da soli – da scuola) e si era sentita per la prima volta importante e autonoma. Una sensazione talmente bella che poi non è più riuscita a provarne altre di uguale intensità. E in un certo senso aveva ragione. Non tanto per l’età quanto per il fatto che sentirsi finalmente libere e responsabili di sé stesse è davvero euforizzante.

Una terza ha parlato invece del suo desiderio di tornare indietro non tanto per questione di età quanto per il percorso professionale che non è riuscita a completare perché  non ha voluto laurearsi e questo le ha impedito di fare la carriera che avrebbe voluto.

Una quarta invece ha affermato che sarebbe tornata indietro più che volentieri, ma solo per non rifare quello che secondo lei era l’errore più grande della sua vita : aver sposato un uomo solo per i soldi. Infatti aveva avuto una vita piena di comfort, di agi e di privilegi, ma le era sempre mancato l’amore che all’epoca lei aveva barattato con il denaro.

Una quinta invece non aveva proprio nessun rimpianto, nessuna nostalgia. Sapeva di aver perso – come tutti – delle occasioni, di non aver sfruttato tutte le opportunità che le si erano presentate, di aver fatto degli errori che avrebbe potuto evitare se solo  si fosse soffermata un po’ di più a pensare prima di “partire in quarta”, ma non sarebbe tornata indietro. Amava come era diventata, amava la sua attuale vita, amava essere considerata affidabile  grazie alle esperienze fatte.

Per quel che riguarda me invece, dato che anch’io come ho detto prima facevo parte del pollaio, mi sarebbe piaciuto tornare indietro al tempo in cui vivevo a New York e stavo così bene… Non mi pentirò mai abbastanza (e oggi me ne pento più che mai) di essere tornata a vivere in Italia.

Tirando un po’ le somme direi che per ogni donna – salvo qualche eccezione – non è tanto importante il poter tornare indietro per ringiovanire, ma più che altro per evitare quelle decisioni, quelle situazioni e quelle esperienze che costituiscono il bagaglio di una vita, ma che se si potessero modificare con piccolo “salto all’indietro” nessuna se ne lamenterebbe.



                         Confesso che ho vissuto. Pablo Neruda

1 commento:

  1. Condivido la conclusione, ma in parte, a causa dei dubbi sull'argomento a cui penso spesso. Nel mio caso, nata all'estero e rientrata in Italia con la famiglia, ripartita col matrimonio e di nuove tornata definitivamente, mi ritrovo come il risultato di tutto un percorso di vita, di scelte fatte e subite. Con altre scelte, oggi, sarei diversa, un'altra persona, migliore forse, o forse no, e' questo il punto: mi piacerebbe essere un'altra? Non lo so, non posso saperlo perche non conosco quest'altra e quindi il dubbio rimane. Se si potesse vedere un'anteprima... Silvie

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