venerdì 30 gennaio 2015

Voglio diventare più "carina"


Pensate che ci voglia molto? Non è vero. Intanto iniziamo col dire cosa vuol dire carina. Può significare essere più belle fisicamente oppure più gradevoli come modo di fare, giusto?


Partiamo dall’aspetto fisico:

per essere più carina basta guardarsi bene allo specchio o in foto, fare un elenco di tutto quello che possiamo migliorare col  " trucco e parrucco"  .

Ad esempio:per avere sopracciglia belle arcuate basta sfoltirle solo da sotto e poi passare una matita bianca sotto l'arco, la bocca può essere ridisegnata contornando le labbra con una matita dello stesso colore del rossetto , l' incarnato può essere  ravvivato con dei fondotinta coprenti (oggi c'è solo l'imbarazzo della scelta) i capelli possono essere trattati con la cheratina o con degli shampoo e balsami idratanti che tolgono il secco e il crespo e poi tagliati in un'acconciatura divertente e facile da mantenere,le ciglia possono essere infoltite applicando tutte le sere dell'olio di ricino, i denti possono essere sbiancati con gli appositi gel) o con una dieta  o con la ginnastica  o il nuoto che rassodano cosce, sedere, seno, braccia .

Passiamo a come possiamo migliorare il nostro  modo di comportarci: 

è un pelo più difficile perché il carattere è quello che è e se non si cambia a vent’anni figuriamoci over i 40 ,ma è anche vero che dopo gli anta, avremo potuto osservare di più come si comportano le persone definite “carine”, avremo avuto i nostri begli schiaffi (morali) a causa del nostro comportamento,  avremo ancora molto tempo non tanto per cambiare quanto per modificare in meglio le nostre caratteristiche  personali. E se abbiamo deciso di diventare più “carine” è perché ne sappiamo i vantaggi ( maggior considerazione da parte del prossimo, maggior simpatia, maggior amore).

Quindi, per ottenere il nostro scopo,  dovremo allenarci per:

  • ridere di più. Oggi le donne che incontro per strada spesso hanno la faccia truce, le sopracciglia aggrottate, le labbra tese, ma soprattutto non ridono né tantomeno sorridono. E questo è sbagliato. Lo so che c’è ben poco da ridere nella società  in cui ci troviamo, ma anche se si piange  non cambia nulla e un sorriso o meglio una risata sono gratis!  Se mentalmente ci disponiamo a ridere poi sarà anche più facile farlo per davvero e più riusciremo a farlo e più diventerà  quasi un’abitudine. E ricordiamoci che la gente ama le persone che ridono. Chi sa ridere sa anche comunicare allegria . Chi sa ridere sa sdrammatizzare. Chi sa ridere si ammala di meno.

  • Contare fino a 10 prima di parlare. Se vogliamo diventare persone di  buon carattere  non possiamo, ogni volta che apriamo bocca, sputare sentenze, dire frasi sferzanti, dare giudizi taglienti, tutte cose peraltro che ci riescono benissimo , ma che non possiamo proprio codificare come atteggiamenti “carini”. Quindi impariamo ad ascoltare, pensare alla risposta, vagliarla, valutarla e poi pronunciarla. Così se per caso fosse una delle nostre solite "sparate" avremo il tempo per bloccarla sul nascere.

  • Pensare agli altri  e non fare a loro quello che non vorremmo  fosse fatto a noi.  Certo pensare agli altri ogni tanto non ci viene proprio spontaneo, quindi un buon modo per cominciare la “cura carineria” è quello di comportarci con reale interesse verso il nostro prossimo, evitando di interrompere una persona mentre parla, cercando di consigliarla al meglio e non dire “fatti suoi, si arrangi” se vediamo che sbaglia,  smettere di pensare di essere al centro dell’universo. Se ci soffermiamo un attimo a pensare a come reagiremmo noi se qualcuno si comportasse in modo egoistico nei nostri confronti, scopriremo subito che non ci piacerebbe affatto, che giudicheremmo quella persona antipatica,  che non vorremmo averci niente a che fare. Quindi basta un po’ di empatia e il gioco è fatto. Diventeremo subito più simpatiche.

  • Mitigare l’aggressività. Purtroppo viviamo in un mondo dove l’aggressività impera, unita all’intolleranza. Nessuno ha più pazienza, vogliamo che tutto sia sempre fatto subito , che non si perda tempo, che si corra tutti, sempre. E quando questo non succede ecco che diventiamo anche noi come gli altri: insultiamo, mandiamo a quel paese, alziamo la voce , diventiamo sgarbate e spesso anche maleducate. Eppure basta così poco per evitare di diventare così!  Vi propongo un esercizio: provate a guardarvi in uno specchio (va bene anche una vetrina o il portacipria o il retrovisore dell’auto) mentre  vi state alterando: vedrete il vostro viso trasformato (in peggio): rughe più marcate ed evidenti, viso tirato, collo teso, occhi stretti, in due parole: siete brutte!  E a nessuna piace diventare così giusto? Quindi calma , riflessione e un bel respiro profondo prima di dar sfogo alla rabbia (spesso ingiustificata)

  • Frequentare persone calme e gentili. E’ un modo per imparare, grazie all’istinto di emulazione che è presente in tutte noi. Se ci contorniamo di gente tranquilla, non esagitata, cortese e garbata, ci sarà molto difficile essere odiose o malmostose perché verremmo subito messe da parte. E dato che noi questo non lo vogliamo, cerchiamo di frequentare solo gente che ci possa far vedere come si sta bene quando si mantiene la calma.

  • Avere pensieri gentili per gli altri. Tutte noi, quando andiamo a cena a casa di amici portiamo qualcosa, giusto? Ma è quasi un dovere, qualcosa che “ci si aspetta che una faccia”, mentre se per caso un giorno per strada passate davanti a un negozio che vende oggettini carini e ne comprate uno da mandare alla vostra amica, senza alcun motivo, ma solo per il puro piacere di regalare un oggetto che possa farle piacere, farete veramente qualcosa di gentile che verrà sicuramente apprezzato. Così come il fare una telefonata se sapete che una persona non sta bene, chiedere notizie del bimbo appena nato alla neo nonna (che andrà in brodo di giuggiole) , fermarsi a dare un soldino e un sorriso al mendicante sotto casa. Ricordatevi che gentilezza porta gentilezza, così come  cattiveria porta cattiveria---

  • Rispettare noi stesse. Volerci bene significa anche prenderci cura dei nostri sentimenti, migliorare, quando possibile, i nostri difetti e avere fiducia nelle nostre capacità. Se rispettiamo noi stesse saremo in grado di rispettare anche gli altri, altrimenti non ci riusciremo mai.



Troppo spesso sottovalutiamo il potere di un tocco, un sorriso, una parola gentile, un orecchio in ascolto, un complimento sincero, o il più piccolo atto di cura, che hanno tutti il potenziale per trasformare una vita intorno.   (Leo Buscaglia)

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