venerdì 6 febbraio 2015

5 minuti e sono pronta....


Ci sono alcune persone ,soprattutto donne, ma anche gli uomini fanno la loro parte, che non riescono in nessun modo a rendersi conto del trascorrere del tempo. Non intendo parlare di invecchiamento, ma proprio del far passare il tempo “perdendosi” in mille sciocchezze.


Per esempio, ho un’amica che ogni volta che passo a prenderla sotto casa per andare insieme da qualche parte, quando citofono mi risponde invariabilmente “5 minuti e scendo”. E i 5 minuti diventano velocemente 10, poi 15 , poi 30 e quando sto per   citofonare  nuovamente per minacciarla di andarmene senza di lei, eccola apparire sul portone tutta sorridente e  con il coraggio di dirmi “dai che facciamo tardi, muoviti”! Ecco io la strozzerei all’istante, perché se le chiedo come mai ha ritardato tanto, mi guarda con gli occhi spalancati per lo stupore e mi dice “tanto???” Ma se ci ho messo pochi minuti! Quando hai suonato dovevo solo mettermi il vestito, truccarmi, pettinarmi, dar da mangiare al cane e rifare il letto…Sono stata velocissima, non capisco proprio il tuo risentimento!” Eh già perché lei non è una che pianifica, che si porta avanti, che prevede, no! Lei è una da “ultimo minuto”, cioè se ne sta in panciolle finchè non è il momento di uscire e solo allora scatta come una molla e freneticamente si mette a fare tutto quello che avrebbe potuto svolgere con la massima calma se solo si fosse data una svegliata prima!

Ma da questo non sono esenti neppure gli uomini. Prendiamo mio marito, tanto per fare un esempio a me vicino. La mattina quando  io mi sveglio mi alzo subito, mentre lui no, lui pigra. Non ci sarebbe niente di male se non mi obbligasse ogni giorno a chiamarlo ogni 5 minuti sentendomi invariabilmente rispondere fra 5 minuti”. E anche in questo caso i minuti da 5  in 5 diventano un’ora e allora ecco il ciclone per casa che ulula “dove sono i miei vestiti”? “è pronto il caffè”? Il telefonino…..non lo trovo”! Il tutto contemporaneamente……per uscire come una furia.

Poi ho la mia migliore amica che tutte le volte che viene ad aiutarmi a fare qualcosa sul pc e si ferma a cena, mi fa sclerare. Lei si mette al pc e cerca o scrive mentre io preparo da mangiare, quindi lei SA che sto cucinando, non è che non se ne accorge, gisuto? Bene, appena è pronto io la chiamo a tavola e lei mi risponde sempre “5 minuti e ci sono” e va avanti come se io nemmeno avessi parlato.  Porto il cibo in tavola e ripeto il messaggio “è pronto” e lei di rimando “sì ho capito , 5 minuti e vengo”. E, come sempre, i 5 minuti si moltiplicano , il mangiare si raffredda , il vino si riscalda e lei, quando si siede a tavola si lamenta pure che “questo piatto non è proprio il massimo e il vino nemmeno”…. Roba da strozzarla sul posto e nascondere il cadavere per sempre.

E a  quelli che quando li inviti a casa tua per le 20  alle 20,30  non si sono ancora presentati e tu li chiami al cellulare per sapere se stanno per passare a miglior vita o se si sono dimenticati e loro ti dicono “siamo lì fra 5 minuti” e poi arrivano dopo altri 30 minuti, cosa dovrei fare? Rispedirli a casa loro? Devo dire che l’idea mi ha sfiorato più di una volta, anche se non l’ho ancora messa in pratica.

Insomma io credo che le persone che hanno la pessima abitudine di lasciare tutto all’improvvisazione per me siano fonte di grande stress. Io tollero qualche minuto di ritardo, quello che non tollero è l’essere presa per i fondelli (anche se in buona fede) con la storia dei 5 minuti tanto per farmi stare zitta!  Ci vuole tanto per fare un minimo di organizzazione del proprio tempo?  Uffa!!!!

Era sempre in ritardo, per principio, essendo una delle sue teorie che la puntualità è la ladra del tempo. Oscar Wilde


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