mercoledì 25 febbraio 2015

Chi è??

Il mondo è pieno di donne curiose, il che denota intelligenza, ma è anche pieno di donne che non si fanno i fatti propri e che assillano gli altri ponendo continuamente la stessa domanda, per ogni persona che qualcuno menziona o incontra, e cioè “chi è”?


Ora, non è strettamente necessario che quando qualcuno parla di un altro/a debba epr forza spiegare nei minimi particolari  di chi sta parlando no? Eppure queste donne lo chiedono sempre, con insistenza, quasi fosse un loro diritto acquisito saperlo.

Ma non si limitano solo a  restare nell’ambito del discorso, eh no! Troppo facile! Allargano il tiro. Se siete insieme a loro e guardate qualcuno dall’altro parte del marciapiede o a un altro tavolo dùel ristorante, state pur certe che , appena intercetteranno la direzione del vostro sguardo scatterà immediata la domanda.

Ma , dico io, che ti frega? Cioè, io guardo qualcuno perché mi piace, perché mi incuriosisce, perché mi pare di conoscerlo, perché lo conosco, perché è un personaggio che ho visto su un giornale, perché abita nel mio quartiere, e  per tanti altri motivi, ma devo proprio ogni volta spiegarli a te? Solo perché tu sei una curiosa o meglio una vera ficcanaso? Eh si, lasciatemelo dire, chi chiede in continuazione chi sono il tale e il talaltro, poi sicuramente non si accontenterà di un nome, ma vorrà sapere anche dove l’abbiamo conosciuto, quando, con chi , che ruolo ha nella nostra vita ecce cc. Parlo per esperienza diretta non per sentito dire…

Queste persone sono talmente fastidiose, che – almeno nel mio caso – quando sento pronunciare quella domanda è la volta che mi chiudo come un riccio e non parlo nemmeno se mi torturi!

Mi ricordo di un’amica che aveva un fidanzato cui teneva molto e che ha perso proprio per questo suo vizio. Il poveretto non poteva rispondere al telefono che lei si metteva a gesticolare in modo plateale per farsi sillabare il nome di chi chiamava, e non poteva nemmeno salutare i colleghi fuori dall’ufficio perché immediata scattava la fatidica domanda… Figuriamoci poi se si trattava di una donna e magari pure carina! Sembrava un’appartenente alla Gestapo. Cambiava persino espressione….la sua avidità di sapere era tale che  le si leggeva in faccia la bramosia di entrare pesantemente nel privato del suo uomo , probabilmente per controllarlo o perché era fondamentalmente una persona insicura e aveva bisogno di continue conferme sul fatto che per lui esisteva solo lei. Bene, alla fine lui sì è talmente rotto che è sparito dalla circolazione da un giorno all’altro senza più farsi trovare.

Un’altra amica (che poi ho evitato di continuare a frequentare) ogni volta che ero con lei e mi arrivava un sms sul cellulare, allungava il collo a dismisura per riuscire a vedere il nome del mittente! e ogni volta che mi arrivava una telefonata , appena chiusa la comunicazione mi chiedeva “chi era?”. Avevo preso l’abitudine di rispondere a monosillabi a chi mi chiamava, proprio per non farle capire di cosa stavo parlando, poi mi sono resa conto che sembravo una deficiente con problemi di linguaggio e interazione e che era assurdo che adottassi questo comportamento, dato che non dovevo rendere conto a nessuno delle mie telefonate. Quindi, dopo l’ultimo episodio, le ho detto chiaro e tondo di piantarla di farmi il terzo grado per sapere i fatti miei. Per fortuna si è offesa e non l’ho più vista. Che sollievo!!!

C’è poi tutta una categoria di persone che io chiamo “le portinaie” (senza alcun intenzione di offendere questa categoria), perché sfruttano la situazione  di vicinato per interrogare chiunque si presenti alla porta della persona che abita sullo stesso pianerottolo  interrogando chiunque con la solita frase  “scusi lei chi è”? Ovviamente se si domanda loro il motivo per questa  manìa risponderanno che lo fanno per la sicurezza nostra e loro, ma secondo me , invece, lo fanno per soddisfare la loro brama di sapere i fatti nostri, non essendo , appunto, le custodi del palazzo che avrebbero invece il dovere, oltre al diritto, di farsi dire il nome di tutti quelli che entrano.

Mia madre mi diceva sempre: “sai perché tua nonna ha vissuto fino ai 98 anni? Perché si è sempre fatta i fatti suoi”!!!! Parole sante, parole sante!!!!


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