domenica 1 febbraio 2015

Delusione


Sono più che sicura che moltissime persone (donne e uomini indifferentemente) hanno provato e provano tuttora delle delusioni nei riguardi di persone che credevano amiche.

Ho fatto un piccolo elenco di quello che può accadere mi piace condividerlo con voi.

Possiamo essere deluse da:

  • un uomo che ci aveva giurato fedeltà assoluta e poi scopriamo che è un dongiovanni. In questo caso ovviamente oltre alla delusione c’è anche la rabbia per essere state prese in giro, per non esserci accorte prima di quanto bugiardo era, quindi la voglia di vendetta può diventare molto alta. Ma non serve. Meglio, molto meglio fare un bell’esame di coscienza e valutare dove , come e quando abbiamo sbagliato noi, perché che ci piaccia o no, dobbiamo prendere atto che se ci siamo fidate delle sue dichiarazioni siamo state superficiali. Un dongiovanni resta tale anche se si professa l’uomo più fedele del mondo e i segnali di questo suo “vizio” ci sono, eccome se ci sono, ma come ben sappiamo tutte, “non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere” e una donna innamorata difficilmente “vede” perché si fida. Quindi arrabbiamoci pure, soffriamo pure, ma poi prendiamo questa brutta avventura come un sano insegnamento per il futuro. Prima di consegnare la nostra anima e il nostro cuore a qualcuno, cerchiamo di dar poca retta ai sentimenti e molta più alla concretezza e al realismo.

  • un parente che si è sempre dimostrato attento e poi scopriamo che lo faceva solo per il suo interesse e tornaconto. In questo caso gli esempi sono molteplici e non è infatti strano che esista il detto “parenti = serpenti”. Certo è che se la delusione ci deriva dallo scoprire che chi ci ha mentito/imbrogliato è una persona che ha un legame di sangue con noi, la disillusione è decisamente pesante. Anche in questo caso non sono molte le soluzioni adottabili, se non quella di aprire bene gli occhi per il futuro ed evitare ulteriori contatti ravvicinati.

  • un’amica che si è sempre dimostrata assidua, ma al primo innamoramento non la vediamo più perché sparisce con il nuovo lui e noi diveniamo – per lei – meno di niente. Succede. Quando una donna si innamora per i primi tempi della relazione vede solo il suo lui, pensa solo a lui, e niente per lei ha più importanza se non è collegato a lui. Certo , questo ci può deludere perché  capiamo che la situazione non ci coinvolge e questo è normale, ma non ci spieghiamo il motivo della sparizione totale. Possibile che tutti gli anni passati insieme, le avventure condivise, le risate, le confidenze vengano cancellate dal primo bellimbusto che ha conquistato il cuore della nostra amica? Sì è possibile. Ma basta lasciar trascorrere i primi mesi dove la passione tra i due la fa da padrona e poi tutto tornerà come prima e riprenderemo ad avere la nostra amica, magari non più a tempo pineo come una volta, ma sicuramente non più totalmetne assente.

  • un amico che si era professato leale e pronto ad aiutarci per tutta la vita e poi scopriamo che erano solo parole.  E’ facile fare promesse, giuramenti, proclami, molto meno facile mantenerli e quando scopriamo di  di averci  creduto, di averci contato  e il risultato è tutto l’opposto, ecco che ci diamo delle cretine per esserci cascate. Anche qui purtroppo la delusione non ce la possiamo evitare, ma anche qui come nel caso del Dongiovannii, possiamo far tesoro della brutta esperienza per cautelarci in futuro. Oddio non è che ci si riesce sempre, perché ci sono molte donne (io sono una di quelle) che caparbiamente continuano a fidarsi di chi si dichiara amico e poi ti snobba alla prima richiesta di aiuto che gli fai, ma sono anche del parere che il problema non è mio, bensì della coscienza di chi parla parla parla e poi  ,al bisogno, non agisce.

  • una persona che ci aveva giurato eterna gratitudine e poi si volatilizza. Anche questa situazione provoca una dura sofferenza in chi la subisce. Perché anche se vale il detto “fai del bene e dimenticatelo, fai del male e non scordarlo mai”, quando si aiuta qualcuno , anche se si tratta di piccola cosa, ci si aspetta comunque un minimo di riconoscenza e purtroppo , più spesso di quanto si possa pensare, chi ottiene favori fa molto molto in fretta a dimenticarsi sia del tipo di favore ricevuto che della persona che gliel’ha fatto. D’altra parte il mondo è fatto per la maggior parte da persone piene di buone intenzioni, ma come si dice “di buone intenzioni è lastricato l’inferno”, sono i fatti che contano e se qualcuno si dimentica del bene che gli abbiamo fatto….pazienza. Prima o poi avrà di nuovo bisogno di qualcosa e allora noi non ci saremo più ad aiutarlo. Non per vendetta, ma più  semplicemente per evitare di essere prese nuovamente  per i fondelli.

  • una  promessa e mai mantenuta . Ci avevamo fatto “la bocca”, avevamo già fatto programmi e sogni e scenari, poi , senza alcun motivo apparente, i giorni passano e la promessa seùmbra non essere mai stata fatta. All’inizio pensiamo ad una dimenticanza, ad un normale protrarsi nel tempo, ad un disguido, poi piano piano la relatà si svela e scopriamo che era una promessa fatta tanto per non dire di no, tanto per toglierci di torno, tanto per farsi belli, ma non c’era dall’altra parte, alcuna intenzione di mantenerla. Brutto, bruttissimo. Vedere che abbiamo riposto male la nostra fiducia e le nostre speranze è un colpo durissimo, ma va affrontato, come tutte le altre situazioni. Eh sì l’unica soluzione è quella di far buon viso a cattiva sorte e rassegnarsi. Solo a puro titolo di esempio, vi è mai capitato che sul lavoro un Cliente vi dicesse che il vostro servizio/attività/prodotto gli interessava moltissimo e che l’avrebbe acquistato sicuramente e poi sparisse e non si facesse più trovare? Ecco, ormai questo succede con una quasi prevedibile regolarità, quindi meglio non insistere, lasciar perdere, adattarsi alla situazione : ne guadagneremo in salute .



Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. 
Oriana Fallaci, Un cappello pieno di ciliege, 2008 (postumo)


     

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