domenica 15 febbraio 2015

Il senso del dovere? Giusto averlo, ma non esageriamo!

Ci sono molte, moltissime donne che sacrificano la loro vita privata e personale, i loro interessi, i loro sentimenti, per poter essere sempre disponibili per risolvere  i bisogni della famiglia o del lavoro, se non addirittura per  prevenirli.


Adottando questo comportamento sicuramente ci saranno dei vantaggi, ad esempio un marito che si sente al centro del mondo, dei figli che vengono seguiti e curati in maniera impeccabile, un capo che non si lamenterà mai, dei Clienti  più che soddisfatti dei risultati e della professionalità dimostrata, ma c’è anche il grande svantaggio  di cancellare totalmente la parte più intima e profonda del proprio animo, di passare “in secondo piano” di essere una donna che si scorda di essere tale. 

Se si diventa schiave degli obblighi che noi stesse ci siamo date, per esempio quello di cucinare invece di uscire a cena, oppure di lavorare anche nei week end, rischiamo di trasformare tutto in incombenze che ci schiacciano, in un continuo susseguirsi di cose da fare, obblighi da gestire , impegni da concludere. Cioè trasformiamo il senso di responsabilità  in senso del dovere, dove però tutto è un obbligo, un compito, un impegno, un legame.

Come possiamo fare per evitare di sentirci come Atlante che si portava tutto il mondo sulle spalle e non si divertiva mai?

Vediamo un po’:

  • Una buona regola che ci potremmo dare sarebbe quella di essere un po’ meno rigide con noi stesse. Ho un’amica che se la mattina prima di uscire non rifà perfettamente il letto si sente a disagio tutto il giorno. Quando le ho chiesto il motivo mi ha risposto “perché se per caso durante la giornata devo tornare a casa per un’emergenza qualsiasi, non voglio che un estraneo veda la mia camera in disordine”.  Questo significa essere poco sicure di sé ed essere condizionate dal giudizio degli altri. Chissenefrega se l’idraulico scopre che non abbiamo rassettato la casa? Saranno problemi nostri non suoi, giusto? E allora perché mai dovremmo accettare di subire questi condizionamenti?

  • Poi magari sarebbe utile smettere di fare le cose per compiacere gli altri e dare un po’ più di spazio al fatto che  anche noi abbiamo delle esigenze. Se facciamo qualcosa solo per essere giudicate brave, coscienziose e affidabili dalle persone che ci stanno intorno, rischiamo di essere sempre sotto stress perché non c’è niente di peggio che portare a termine un compito solo per dovere e non anche per piacere.

  • E poi cerchiamo di sdrammatizzare un po’ le situazioni! Nessuno muore e nessuno si sentirà male se per una volta (o anche due o tre) la casa non sarà lustra o un appuntamento non sarà rispettato! Succede…A proposito di appuntamenti per esempio, ho un’altra amica che fa l’avvocato e ogni volta che qualcuno le chiede di incontrarla per un problema professionale  lei non sa dire di no anche se è domenica pomeriggio. Anche lei mi ha detto di sentirsi in colpa se si nega e anche a lei ho risposto “ma se tu avessi 40 di febbre e non riuscissi ad alzarti dal letto, non riceveresti quella persona , giusto? E lei sposterebbe il suo incontro con te ad altra data…quindi anche se non hai la febbre, abbi  rispetto del tuoi tempo e fissa l’incontro per un altro giorno che non sia festivo!!!

  • Anche cercare di ricordarci che non viviamo in una caserma perché non siamo militari, potrebbe aiutarci a capire che un conto è l’organizzazione e un altro la sottomissione!   Essere disponibili non significa essere a disposizione, c’è una bella differenza, non trovate?  Mia nonna mi diceva sempre “prima il dovere e poi il piacere” e io sono cresciuta con questa “fissa” in testa: prima studiavo e poi uscivo con gli amici, prima pulivo la mia stanza e poi mi permettevo di leggere un libro e così via sempre peggio finchè non mi sono resa conto che stavo barattando la mia libertà! Ero talmente “imbinariata” sulle scadenze, gli obiettivi, le regole che  facevo ogni cosa mettendo sempre dopo le mie esigenze. Per fortuna sono riuscita a cambiare. Non è che oggi sono una farfalloina che se ne infischia di tutti e vive nel caos totalmente egoriferita, tutt’altro, sono una persona ordinata e cerco sempre di svolgere la mia attività in modo corretto, ma non mi faccio più manipolare da quelli che molte donne  considerano obblighi. Se non ho voglia di uscire a fare la spesa, non lo faccio, (e non faccio nemmeno morire di fame mio marito), ma in cambio  cerco di cucinare qualcosa con quello che ho nel frigo. E con questo arrivo all’ultimo consiglio e cioè

  • Proviamo a vivere concedendoci  qualche compromesso. Ad esempio oggi dovrei scrivere una certa relazione che mi serve la settimana prossima, ma sono stanca e fuori c’è un bel sole. Allora faccio così: esco a fare una passeggiata e domani dedicherò l’intera giornata  per recuperare le ore perse stamattina. Sicuramente il risultato sarà molto più positivo di quello ottenuto invece se mi fossi sforzata di restare alla scrivania, con la testa che non riusciva a concentrarsi  Oppure, ancora più banale, non ho voglia di mettermi ai fornelli e allora cosa faccio? Per una volta metto in tavola prosciutto, formaggio, pane,  una bella insalata e del buon vino e state certe che nessuno si lamenterà per la fame e se lo facesse potrei sempre dire “ok allora  cucina tu anche per me”. O, ancora, mi piacerebbe andare dal parrucchiere e cambiare colore, ma il tempo non mi lascia scampo. Allora cosa faccio? Semplice, mi compro del colore da fare in casa, per una sera dico alla famiglia di arrangiarsi e mi chiudo in bagno tutta la sera per tingermi i capelli .


Insomma avere ben chiaro quello che si deve fare è giusto e sacrosanto, ma attenzione, che non diventi una schiavitù.


L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo.
Marcel Proust, Il tempo ritrovato, 1927 (postumo)





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