domenica 22 febbraio 2015

Ti controllo perchè ti voglio bene


Questa è la frase più sbagliata, più falsa, più irritante che una donna possa dire a un uomo , perché non si tratta di bene, si tratta di  pura e semplice pesante gelosia.  A nessuno piace essere controllato, figuriamoci poi a un uomo che magari è pure la quintessenza della fedeltà. Eppure vedo  tante donne che fanno così!

Ad esempio un mio amico, uomo decisamente piacente anche se non più giovane, intelligente e spiritoso, ha un sacco di corteggiatrici, ma non fa niente di più che essere gentile con loro, assolutamente nei limiti della cortesia. (lo conosco da secoli e quindi ho vissuto tutti i suoi trascorsi sentimentali). Non ha mai tradito la donna con cui stava. Oggi purtroppo per lui, si è trovato una compagna più giovane di 20 anni che invece di essere tranquilla per il fatto che lei, volendo,  avrebbe più occasioni di lui,  lo assilla in continuazione con domande tipo “dove stai andando?” , “a che ora torni”? “chi hai visto”? “con chi hai parlato”? perché oltretutto soffre anche di gelosia retrospettiva! Lui non può nemmeno andare a fare un giro in una città dove secoli fa è stato fidanzato con una del posto perché lei gli fa delle scenate tremende. Io capisco che lei è insicura, ma questo è il modo migliore per essere mollata.
Il controllo su presunte scappatelle o, peggio, su amori passati e finiti da tempo, non porta a niente se non a far sentire il poveretto in gabbia (dalla quale prima o poi scapperà) oppure a pensare “anche se non faccio niente  è gelosa lo stesso, quindi tanto vale che mi diverta, almeno se mi assilla avrà una giustificazione concreta”.


Ma non parlo solo di gelosia sentimentale , anche il controllo su cosa fa il proprio partner sul lavoro è fastidioso. Per un uomo tornare a casa e subire un interrogatorio su cos’ha fatto, quanto è riuscito a fare, come ha passato la giornata, se la riunione è stata faticosa, se ha chiesto o meno l’aumento, come pensa di far fronte ai problemi dell’azienda ecc. è come subire un processo (gli uomini non amano molto parlare di lavoro una volta rientrati a casa) . Le donne di solito lo fanno per dimostrare condivisione, per far vedere che si interessano della vita professionale del loro compagno, che sono indispensabili,  ma otterrebbero molto di più se invece parlassero di tutt’altro, fossero carine e spiritose e aspettassero a chiedere dopo che lui si è rilassato e ha abbassato la guardia. Subissandolo di domande – anche se nate dalla più buone intenzioni del mondo – non farà altro che farlo chiudere a riccio su sé stesso, specialmente se le cose professionalmente non vanno molto bene,  Sì perché anche questo chiamiamolo “interesse” può essere recepito come una forma di controllo, ci avete mai pensato? Adesso per favore non passate dalla parte opposta non rivolgendogli nemmeno la parola, in tutto c’è misura. Far parlare le persone è un’arte e non un sopruso e non prendete spunto da come ci comportiamo tra noi donne: è completamente diverso!


E poi esiste anche il controllo sulla salute. Va bene che gli uomini spesso si dimenticano di prendere le medicine, che appena hanno 36,5 di febbre vogliono essere curati come se fossero in fin di vita,  ma io non parlo di questo aspetto, parlo di chi fa l’infermiera non stop , perché con questo comportamento – naturalmente solo se si tratta di cure da fare per tutta la vita e non di malattie gravi e improvvise – rischia di far pesare ancora di più al  compagno il fatto che non è in splendida forma. Fare i falchi che ogni 5 minuti controllano il barattolo della medicina, che chiedono i “come ti senti”? “hai provato la pressione”? “non è che ti stai  affaticando troppo”? attento che prendi freddo” possono portare facilmente il povero tapino a cadere nella depressione, perché non c’è peggior cosa che sentirsi trattare da malati quando invece si hanno magari, solo normali disturbi dovuti all’età. Questo non è voler bene, questo è ossessionare.

E non dimentichiamoci che c’è anche l’esercizio del controllo sugli amici che lui frequenta e in questo caso  è davvero  difficile sostenere che “ti controllo perché ti voglio bene”. Ma quale bene!!! Lui non ha certo 16 anni ed è più che ovvio che è capace di capire da solo se i suoi amici sono o non sono brave persone. E se anche non lo fossero, ma a lui va bene così vuol dire che si sente in grado di gestirli, no? Non ha bisogno di una mamma che vegli su di lui!  E , credetemi, è davvero irritante per un uomo sentire giudizi sui suoi amici e peggio che mai avere qualcuno che si arroga il diritto di dire “questo sì e quello no”, soprattutto se sono persone che frequenta da anni. Eppure questo è un vizio che molte donne non riescono a togliersi e sapete perché? Perché hanno il timore che l’amico possa magari portare fuori una donna e che questa donna potrebbe anche fare la civetta con il loro uomo e cercare di concupirlo, oppure che il compagno preferisca passare una giornata con gli amici piuttosto che con loro (cosa peraltro possibilissima se non si lascia libertà a un uomo)…..Senza pensare che se uno vuole non ha certo bisogno di farsi presentare una donna da un amico, basta che si guardi in giro e ne trova quante ne vuole e che spesso andare alla partita con un amico è molto più divertente che andarci con la propria moglie.

E infine il controllo sul tempo libero. Ho sentito una donna che diceva al marito “tesoro, credo che per te andare a giocare a tennis non sia lo sport migliore, non ti divertiresti di più a giocare a carte?”. Ora ditemi voi come si può arrivare a pensare che uno che ama giocare a tennis (quindi muoversi e correre all’aperto) possa preferire stare seduto per ore a un tavolo in una stanza chiusa a giocare a burraco! La verità è che la signora in questione se lui avesse giocato a carte avrebbe potuto controllarlo, mentre a tennis, dato che lei non giocava, pensava che lui sarebbe stato esposto a chissà quali tentazioni! Idem per chi gioca a golf. 5 o 6 ore magari trascorse  in compagnia di sconosciuti o , peggio sconosciute , può far sclerare qualsiasi donna malata di controllo, ho visto con i miei occhi signore arrancare dietro al marito golfista seguendolo per 18 buche sotto un sole cocente (naturalmente senza giocare) , in silenzio assoluto per non disturbare lui e i compagni di gioco, sfinirsi di fatica senza potersi neppure fermare per fare pipì, pur di non mollare il proprio marito…….

Se qualcuna si riconosce in uno di questi “ritrattini” le consiglio vivamente di smetterla e di adottare invece tre   metodi:

  • lasciate libertà all’altro, non c’è arma migliore per tenerlo legato a sè 
  • sdrammatizzate,  cioè invece di fare le arpie, rideteci sopra, siate ironiche, simpatiche, divertenti e spiritose
  • tirate fuori il  senso dell’umorismo  e l’autostima (come dice una nota casa cosmetica “Io valgo”)


e vedrete che l’ansia da controllo ,anche se lentamente,  sparirà per  lasciare  spazio all’amore spontaneo.



L’amore lascia posto alla libertà; non solo le lascia posto, la rafforza. Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano….L’amore è un cielo aperto. Essere in amore significa essere sulle ali del vento.  Osho

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