mercoledì 18 marzo 2015

La donna morbida è più bella...


Qualche giorno fa ho visto su un social network che una donna – non più giovanissima – ha pubblicato una sua  foto  stesa sul letto  con il sedere coperto – si fa per dire – solo dal filo del tanga.

Il sedere che metteva in bella mostra non era certamente né piccolo, né tondo, né sodo e quindi io mi aspettavo una valanga di commenti negativi. E invece sono rimasta più che stupita nel leggere che moltissimi, ma davvero moltissimi, uomini hanno postato commenti più che positivi, di apprezzamento (alcuni volgari ovviamente, altri no) , di complimenti.

Buon gusto a parte, ho dedotto che agli uomini la ciccia piace. E quindi ho anche dedotto che siamo noi donne a farci problemi sul fatto che abbiamo il sedere o le cosce grosse o il seno di misura 5, perché evidentemente questo tipo di corpo ai maschietti va benissimo.
Ho chiesto in giro e praticamente tutti mi hanno risposto “mi piace un corpo dove ci sia qualcosa da accarezzare, non un mucchio di ossa e di spigoli”.

Certo, loro non tengono conto delle difficoltà che possiamo avere noi donne “morbide” a trovare abiti adatti alla nostra figura , che non siano sacchi informi o peggio che non mettano in evidenza i rotolini di ciccia che loro trovano tanto sexy, ma che noi detestiamo… E non tengono conto nemmeno del fatto che quando una donna taglia 48 entra in un negozio la commessa (9 volte su 10 magrissima) la guarda con aperta disapprovazione e dice “mi spiace della sua taglia non teniamo niente”, quindi fare shopping può non essere così piacevole. E infine non si rendono neppure conto che spesso  le amiche – ma che delizia certe amiche! – commentano negativamente ogni abbigliamento “i pantaloni bianchi se fossi in te non li metterei”, la gonna a sigaretta meglio se non la indossi” “evita le righe, ti fanno enorme” senza però  mai dare consigli appropriati ma solo con – parrebbe – il mero  scopo di metterci in difficoltà e di farci sentire grasse , anche se grasse non siamo.

Sappiamo tutte che ci vestiamo per piacere agli uomini, ma anche per essere ammirate/invidiate/emulate dalle donne e se le due opinioni su di noi contrastano, come facciamo? L’uomo ci vuole e ci apprezza “in carne” e la donna ci vuole e ci apprezza snelle. Per fortuna la moda, ultimamente sta prendendo in considerazione anche le “taglie più”, ma non tanto come sarebbe giusto visto che la maggior parte delle donne dopo i 55 ingrassa (magari di poco, ma si arrotonda).

Che fare? Dare retta agli uomini o alle donne?

Direi che, come in tutte le cose esiste il compromesso. Basta non eccedere né in un senso né nell’altro. Inutile  mettere in evidenza ,  le nostre bellezze , con scollature abissali, spacchi, abiti fascianti, trasparenze, servirebbe solo a farci apparire volgari. Bene invece giocare con la seduzione di un particolare (una scollatura sulla schiena vale mille  camicette sbottonate; un golfino con i bottoncini dietro fa fare voli pindarici all’immaginazione degli uomini (che sognano di slacciarli ad uno ad uno)  pur   non mettendo  in evidenza niente e  una scarpa con il tacco anche se il polpaccio non è sottilissimo, è molto più intrigante di una ballerina . Un abito o un pantalone  morbido che scivola sulle curve senza sottolinearle  ci farà sentire a nostro agio, non potrà suscitare alcuna critica  e allo stesso tempo ci darà un’allure chic . In questo caso se vogliamo sedurre un uomo o suscitarne l’attenzione sarà sufficiente per esempio giocare con lo sguardo…

Ricordiamoci sempre che le donne con qualche chilo in più sono sempre  allegre , di buon umore e divertenti (perché mangiano!!!) rispetto a quelle sempre a dieta e magre come un chiodo e l’allegria e il saper far ridere sono armi di seduzione potentissime.  Infine  impariamo ad infischiarcene del giudizio altrui: se ci sentiamo eleganti, se abbiamo usato il senso della misura nel vestirci, se siamo capaci di guardarci allo specchio con occhio critico prima di uscire, camminiamo a testa alta, fiere del nostro fisico. E se incappiamo in una donna che ci guarda come se le facessimo pena (commessa o amica o collega che sia) ricambiamo con lo stesso sguardo perché lei e le sue ossa non possono (e non devono) certo farci invidia.

Il problema non è che siamo noi che siamo grasse, sono le taglie che sono piccole.” Geppi Cucciari 



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