martedì 24 marzo 2015

Sei capace di litigare?


Lo sapevate che litigare è un’arte? Eh sì perché il litigio serve, soprattutto in una coppia, per chiarire molte cose, per tirare fuori i rancori (che più restano oscuri e più incancreniscono il rapporto) per sfogarsi, ma deve essere un litigio costruttivo non distruttivo.
Per questo dico che saper litigare è un’arte.

Cioè? Vediamo:

  • la prima regola di un buon litigio è non farlo davanti a terze persone che magari potrebbero (per buona volontà) intromettersi o ascoltare mettendovi in imbarazzo. Per essere “sano” il itigio deve essere fatto in forma privata, senza testimoni.

  • Si dovrebbe riuscire a concludere la discussione in una sola occasione: trascinare il muso lungo per giorni non è assolutamente produttivo. Piuttosto andiamo avanti per ore, ma finiamo entro la giornata.

  • Ricordatevi sempre di non partire in quarta con le accuse, ma di dire invece chiaramente come vi sentite e cosa provate. Accusare non serve, informare invece chiarisce meglio .

  • Mantenete il litigio nei confini del motivo per cui litigate, non andate oltre sfruttando quel momento per buttare fuori tutte le vostre frustrazioni e le cose passate.

  • Anche se siete furibonde, cercate comunque di guardare bene il partner con cui state litigando, di capire il livello di tensione che ha in quel momenti (in questo caso le labbra, gli occhi e la mascella possono rivelare molto) ascoltate i suoi ragionamenti, dategli spazio, non interrompetelo immediatamente appena apre bocca, Il litigio deve essere a due non una vostra aggressione  all’altro.

  • La litigata sana deve portarvi a risolvere il problema per cui è nata, non a inasprirlo, quindi provate a negoziare e a cercare davvero una soluzione dopo aver espresso il vostro malumore

  • Evitate di urlare come dei coyote. E’ molto più convincente (e udibile)  una spiegazione detta a voce normale che urlata a pieni polmoni

  • Se la lite si fa molto accesa  e non ne potete più, evitate comunque di trocarla andandovene e sbattendo la porta (anche se è un gesto molto liberatorio!!). Fate invece un bel respiro profondo, bevete un sorso di acqua e provate a smussare la tensione proponendo all’altro di fare la stessa cosa: calmarsi e riprendere il confronto in modo pìù pacato.
  • Anche se in un litigio la cosa più spontanea che viene fuori è la parolaccia, evitate comunque di offendere pesantemente l’altro. Se la litigata è costruttiva, bisogna anche essere capaci di misurare le parole e di non ricorrere a offese inutili che feriranno senza portare nessun costrutto (e potranno anche , un domani, essere fonte di un altro litigio, magari più pesante)

  • Infine cercate di litigare quando siete entrambi pronti a farlo, quindi non quando uno dei due è morto di stanchezza e quindi non avrà la lucidità per rispondere a tono e neppure quando uno dei due è già nervoso per altri fattori e neanche mentre siete in un contesto sociale. Ma allora quando? Solo voi potete saperlo, basta non farsi prendere dalla furia distruttiva che ci fa andare il sangue alla testa, perché in quel caso si tratta di rissa e non di litigio.

  • Un litigio non deve essere una guerra con vincitori e vinti, un litigio deve essere qualcosa che aiuta a capire meglio le esigenze, le paure, le difficoltà dell’altro.



La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio   Stefano Benni

Nessun commento:

Posta un commento